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Ernie: cosa fare se si nota un gonfiore?

Con il termine ernia si identificano comunemente diversi tipi di ernie della parete addominale con caratteristiche specifiche. Talvolta si manifestano con una protrusione, come un gonfiore, che non è mai da sottovalutare anche in assenza di fastidio.

Ne parliamo con il professor Jacques Lucien Megevand, Responsabile dell’U.O. di Chirurgia Generale e del Centro di Chirurgia per l’ernia di Humanitas San Pio X.

Dove e perché può comparire un’ernia?

L’ernia della parete addominale è una patologia comune, specie nella popolazione di sesso maschile, che si manifesta con la protrusione o tumefazione, cioè la fuoriuscita, di una porzione degli organi addominali attraverso un indebolimento o un piccolo “foro” nella parete addominale. Si tratta però di condizioni che avvengono o per un difetto dovuto a predisposizione all’indebolimento dei muscoli della parete addominale, o a seguito di una incisione (chirurgica o traumatica) che ha determinato un’area di debolezza.

Contrariamente a quanto si possa pensare, quindi, il sollevamento di pesi o uno sforzo fisico non causa l’insorgenza di nuove ernie in una parete addominale sana, ma può rendere più evidenti quelle già presenti. Infatti, l’ernia da sport (o sport hernia) non è una vera ernia perché non c’è nessun difetto conclamato della parete addominale e nessuna fuoriuscita di organi addominali. 

Sulla base della sede in cui compare, l’ernia prende nomi diversi. Ad esempio:

  • ernia epigastrica, se si trova sopra l’ombelico, lungo la linea alba
  • ernia ombelicale, se la protrusione è nella zona vicino o a livello dell’ombelico
  • ernia femorale, colpisce maggiormente la popolazione femminile, e compare a livello della zona inferiore dell’inguine verso la coscia
  • ernia inguinale, nella zona pubica, ovvero nell’area superiore dell’inguine
  • laparocele o ernia incisionale, è la protrusione che si verifica lungo un’incisione chirurgica, ad esempio, anche dopo molti anni dall’intervento
  • ernia di Spigelio, ovvero quell’ernia che si forma solitamente sotto il livello dell’ombelico e a livello laterale dell’addome a causa di un difetto tra i muscoli retti e quelli larghi addominali.

La maggior parte delle ernie addominali compaiono a livello inguinale (circa il 75%), mentre quelle incisionali e femorali sono piuttosto rare (circa il 10-15% di tutte le ernie). Tra tutte le ernie, però, quelle ombelicali si possono formare nelle persone obese o nelle donne in gravidanza, ma possono comparire anche nei neonati: in genere, però, l’ernia ombelicale nei neonati è causata dall’incompleta chiusura dell’area del cordone ombelicale, e tende a scomparire spontaneamente in età prescolare. Tuttavia, l’ernia andrà monitorata dal medico specialista per verificarne la completa guarigione.

Cosa fare se si nota un’ernia?

Molte ernie sono asintomatiche, ma se si sospetta di avere un’ernia è importante non sottovalutarla e rivolgersi agli specialisti nei centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle ernie. Infatti, la presenza di tumefazione (il gonfiore) da sola dovrebbe indurre la persona a rivolgersi al proprio medico per la visita chirurgica al fine di diagnosticare, studiare e valutare l’ernia, oltre all’eventuale necessità dell’intervento chirurgico. È bene sottolineare che le ernie non guariscono da sole ed è necessario monitorare nel tempo la tumefazione per pianificare l’intervento chirurgico di correzione del difetto della parete addominale. Scopo dell’intervento è evitare un aumento della dimensione dell’ernia stessa oppure gravi complicanze (strozzamento o incarcerazione) che potrebbero portare a peritonite, sepsi e alla morte del paziente se non trattato tempestivamente.

Non sempre è necessario subito l’intervento chirurgico ma, quando è raccomandato, il consiglio è di affidarsi a medici specialisti nella chirurgia dell’ernia per poter beneficiare di tecniche laparoscopiche o tradizionali, a seconda dei casi, in genere in regime di Day Hospital, ovvero con ricovero dalla mattina e dimissione nel tardo pomeriggio, grazie ad anestesia locale con leggera sedazione che permettono un rapido recupero post operatorio e un ritorno alla vita sociale, ricreativa e sportiva in tempi molto brevi.

Responsabile di Chirurgia Generale

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