Molto secca o eccessivamente grassa: non stiamo parlando di qualche specie di pianta, ma della pelle. In questo periodo primaverile, in cui cogliamo ogni raggio di sole e ci prepariamo all’arrivo dell’estate, la pelle può apparire spenta e soprattutto essere molto più sensibile ai danni dei raggi UV. Per questo, prima della bella stagione e dell’esposizione solare, può essere utile sottoporsi a un controllo della pelle per evitare di adottare comportamenti scorretti che potrebbero condurre ad un suo indebolimento nei confronti degli agenti esterni. Ne abbiamo parlato con il dottor Michele Cardone, dermatologo di Humanitas San Pio X.

Da cosa dipende la salute della pelle?

«La salute della pelle dipende dall’equilibrio di vari parametri fisiologici fondamentali – spiega l’esperto – tra cui le condizioni del film idrolipidico, che ne costituisce la prima linea di difesa.

Si tratta dello strato protettivo naturale della cute, costituito da una porzione lipidica prodotta dalle ghiandole sebacee e da una frazione non lipidica denominata “fattore naturale di idratazione – NMF”.

Il ruolo dell’NMF è quello di mantenere il corretto contenuto idrico della pelle, al fine di:

  • mantenerne la plasticità
  • proteggerla dai danni
  • permettere il corretto processo di eliminazione delle cellule morte (desquamazione).

L’NMF è composto principalmente da amminoacidi liberi e vari derivati di questi come l’acido urocanico (un composto capace di proteggerci dalla luce ultravioletta), sali inorganici, zuccheri, acido lattico e urea.

Se questi elementi, per qualsiasi ragione, vengono alterati e lo squilibrio si protrae nel tempo, la pelle diviene più fragile, si screpola, desquama e può andare incontro ad un precoce invecchiamento, ed allo sviluppo di patologie come dermatite atopica, ittiosi volgare e psoriasi».

Pelle in salute: ecco l’esame da fare

«Per valutare lo stato di salute della pelle e intervenire per non peggiorare ulteriormente le sue condizioni- continua il dottor Cardone – sono necessarie la visita dermatologica ed il check-up cutaneo. Quest’ultimo è un esame strumentale non invasivo che permette di verificare lo stato della cute, stabilire quali trattamenti estetici o dermatologici sono indicati a seconda della situazione di ogni singolo paziente e eventualmente impostare un programma personalizzato di educazione cosmetica.

Fondamentale ad esempio, per capire quali prodotti sono più adatti alla skin-care, evitare le abitudini deleterie per la pelle come il fumo, l’alcol, le lampade solari, e soprattutto preparare la cute all’esposizione solare del periodo estivo, una “bomba” di radicali liberi dalla quale bisogna proteggersi.

Il check-up cutaneo prevede tre fasi:

La prima è l’anamnesi, ovvero la raccolta di informazioni in merito allo stile di vita, ai farmaci assunti, a eventuali problemi della pelle già noti nel paziente o nei suoi familiari, alle modalità di risposta agli agenti atmosferici e all’uso di cosmetici.

La seconda fase si svolge con un’analisi multispettrale in 3D della pelle tramite attrezzatura specifica.

Infine, nella terza fase viene valutata dermoscopicamente la cute.

Il check-up della pelle dovrebbe essere eseguito ogni anno a partire dall’adolescenza o anche prima in presenza di nevi congeniti, e dovrebbe continuare soprattutto con l’avvicinarsi della menopausa. In questo periodo, infatti, la quota ormonale subisce uno squilibrio con ripercussioni notevoli sulla nostra cute» conclude l’esperto.