Ogni anno dobbiamo fare i conti con l’influenza stagionale che torna puntuale. Come ogni anno, i dati ci dicono che l’influenza colpisce circa un miliardo di persone al mondo, essendo una delle poche malattie infettive che si possono contrarre più volte nel corso della propria vita, indipendentemente da età, stile di vita e paese. Tuttavia è possibile proteggersi dall’influenza e dalle forme simil-influenzali adottando le stesse misure di igiene e prevenzione efficaci contro il virus responsabile di COVID-19, tra cui, fondamentale, anche la vaccinazione.

Cos’è e come si prende l’influenza?

L’influenza è una malattia respiratoria di tipo virale che si trasmette da persona a persona per mezzo di quelle stesse goccioline (droplets) emesse quando si tossisce, starnutisce o si parla specie in ambienti affollati e chiusi, o per contatto diretto (mani, utensili, superfici) con persone infette, che abbiamo imparato a conoscere con il virus responsabile di COVID-19. Il virus dell’influenza infatti può persistere molto a lungo su mani e superficie e penetrare nell’organismo attraverso le mucose (naso, occhi, bocca).

Qual è il virus responsabile dell’influenza?

Esistono due tipi di virus responsabili dell’influenza nell’uomo: i virus dell’influenza A che circolano nell’uomo e in altre specie animali, e i virus dell’influenza B presenti solo nell’uomo.

Virus dell’influenza A: si classificano in sottotipi basati su due proteine di superficie: emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Due sottotipi di HA (H1 e H3) e due sottotipi di NA (N1 e N2) sono noti da decenni come causa di influenza umana; a oggi sono stati identificati 16 sottotipi di HA e 9 di NA. L’immunità alle proteine HA e NA riduce la probabilità di sviluppare infezione e, insieme all’immunità alle proteine virali interne, riduce la gravità della malattia in caso di infezione. 

Virus dell’influenza B: non presentano sottotipi distinti nell’ambito delle loro proteine di superficie HA e NA.

Perchè ogni anno ci si può ammalare di influenza nonostante il vaccino?

I virus influenzali hanno la tendenza a creare mutazioni nelle proteine di superficie HA e NA. Le mutazioni permettono ai virus di sfuggire alla barriera dell’immunità presente in chi ha contratto il virus dell’influenza o si è vaccinato contro il virus dell’influenza nell’anno precedente, rendendo gran parte della popolazione immunologicamente suscettibile a nuovi virus, con conseguente ampia e rapida diffusione dell’infezione ogni anno.

Nella preparazione dei vaccini antinfluenzali viene tenuto conto delle variazioni molecolari del virus, tanto che la composizione dei vaccini viene aggiornata tutti gli anni. Per farlo, è fondamentale l’attività di sorveglianza che consente di selezionare i ceppi virali specifici da inserire nel vaccino sulla base del grado di differenza epidemiologica e sierologica rispetto al virus circolante nelle stagioni precedenti.

L’uso dei vaccini antinfluenzali è approvato, a partire da un’efficacia dimostrata del 60%, dalle autorità regolatorie nazionali per i farmaci (EMA per l’Europa) e, in Italia, dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). 

 

Quanto dura il periodo di incubazione del virus?

In genere, il periodo di incubazione dell’influenza stagionale varia tra i due giorni e quattro giorni, ma gli adulti possono diffondere il virus da un giorno prima dell’inizio dei sintomi, fino a  cinque giorni dopo la comparsa dei sintomi influenzali. Bambini e persone con un sistema immunitario indebolito (i cosiddetti pazienti fragili) possono essere più contagiosi degli adulti. 

Quali sono i sintomi dell’influenza?

I sintomi tipici dell’influenza sono la comparsa improvvisa di febbre alta, tosse (di solito secca) e dolori muscolari, a cui si possono aggiungere mal di testa, brividi, perdita di appetito, spossatezza e mal di gola. Nei bambini più piccoli possono manifestarsi anche nausea, vomito e diarrea.

In alcuni casi, l’influenza può presentarsi in forma più grave rispetto alla popolazione generale: bambini piccoli, anziani e persone con malattie croniche, infatti, hanno un rischio aumentato di gravi complicanze influenzali polmonite virale, polmonite batterica secondaria e peggioramento delle condizioni mediche sottostanti, che possono richiedere il ricovero in ospedale e avere anche conseguenze fatali. 

Quanto dura l’influenza?

In genere, l’influenza dura da una settimana a dieci giorni.

Quando è previsto il picco per la stagione 2021-2022

In Italia, la circolazione dei virus influenzali può variare a seconda dell’anno, sebbene in genere inizi in autunno, raggiunga il picco nei mesi invernali (gennaio-febbraio) per poi ridursi con la primavera. 

Per la stagione 2021-2022, l’agenzia dell’Unione Europea dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie (European Centre for Disease Prevention and Control) in una nota osserva che nonostante sia ancora basso il numero di casi di influenza rilevati nella maggior parte dei paesi europei, il virus influenzale ha già registrato una circolazione sopra la soglia stagionale, cioè molto precoce, in Croazia. Si tratta di un sottotipo, maggiormente riportato finora nei paesi europei, tipo A (H3N2), particolarmente aggressivo nei confronti degli anziani, da non sottovalutare. Infatti, i dati sembrano suggerire che il picco influenzale potrebbe arrivare in anticipo rispetto ai tempi attesi.

Come prepararsi per prevenire l’influenza?

Misure personali di igiene e protezione

Esattamente come accade con la prevenzione dell’infezione responsabile di COVID-19, è fondamentale adottare le misure di protezione personali già note: 

  • Lavare frequentemente le mani, in modo accurato con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi, e asciugarle bene. In particolare, le mani devono essere sempre lavate dopo aver tossito o starnutito. In assenza di acqua e sapone, possono essere usati gli igienizzanti a base alcolica che riducono la quantità di virus influenzale dalle mani contaminate.
  • Coprire bocca e naso, con fazzoletti monouso o con la piega del gomito, quando si starnutisce o tossisce, e lavare successivamente le mani.
  • Indossare la mascherina chirurgica se sono presenti sintomi influenzali può ridurre le infezioni tra i contatti stretti.
  • Rimanere a casa in presenza di sintomi riferibili a malattie respiratorie con febbre, soprattutto nella fase iniziale.
  • Evitare il contatto stretto con persone che mostrano sintomi di influenza, per esempio mantenendo un distanziamento fisico di almeno un metro. Evitare posti affollati.
  • Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca con le mani non lavate, perchè i virus influenzali possono persistere su qualsiasi superficie contaminata dal virus e trasferirsi quando ci si tocca occhi, naso o bocca.

Il vaccino antinfluenzale

La vaccinazione antinfluenzale è il modo più efficace per prevenire l’influenza. Ogni anno viene realizzato e reso disponibile il vaccino per la stagione influenzale corrente. I vaccini antinfluenzali non possono essere responsabili di infezione da virus influenzali perchè contengono solo virus inattivati o parti di questi.

Perchè vaccinarsi contro l’influenza?

Vaccinarsi contro l’influenza aumenta in maniera significativa la probabilità di non contrarre l’infezione, e anche ammalandosi di influenza, riduce il rischio di infezione grave e di complicazioni.

Inoltre, vaccinarsi contro l’influenza permette di proteggere non solo se stessi ma anche gli altri, e soprattutto i più fragili, riducendo anche il carico sul sistema sanitario, specie in un momento ancora delicato come quello che stiamo ancora vivendo con la pandemia COVID-19. 

La vaccinazione antinfluenzale è ancora più importante perché aiuta a non indebolire le proprie difese immunitarie, a ridurre le complicanze nei soggetti a rischio e a preservare gli ospedali da un sovraccarico di pazienti. 

Basti pensare che, secondo l’ECDC, ogni anno, in Europa, si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e che, per cause associate all’influenza, ogni anno muoiono 15.000-70.000 cittadini europei, di cui il 90% si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specie con condizioni cliniche croniche di base. In Italia l’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime dieci cause di morte.

Chi deve vaccinarsi?

La vaccinazione è raccomandata per tutta la popolazione, ad eccezione di chi non può vaccinarsi, ed è fortemente raccomandata per

  • persone dai 65 anni di età
  • persone a stretto contatto con gli anziani
  • persone con patologie croniche (diabete, ipertensione, HIV/AIDS, asma e altre malattie croniche cardiache o polmonari), più a rischio di complicazioni
  • donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza
  • bambini dai 6 mesi ai 6 anni, in considerazione della pandemia COVID-19 in corso, per ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani
  • personale sanitario.

La vaccinazione antinfluenzale è effettuata gratuitamente dal medico di base o dal centro vaccinale di competenza territoriale. 

È bene sottolineare che, nella stagione fredda sono molti i batteri e virus che possono essere responsabili di infezioni respiratorie e sindromi simil-influenzali: per questi agenti però il vaccino antinfluenzale non ha alcuna efficacia.

Quando vaccinarsi contro l’influenza?

La vaccinazione antinfluenzale viene somministrata da metà ottobre a fine dicembre. L’immunità inizia da due settimane dopo la vaccinazione, e scende nell’arco di 6-8 mesi. Essersi vaccinati l’anno precedente non rende immuni, e dunque non protegge, contro l’influenza per la stagione influenzale dell’anno in corso, a causa dell’alta suscettibilità dei virus influenzali a mutare.

Quante dosi di vaccino antinfluenzale servono?

Negli adulti, il vaccino antinfluenzale viene somministrato in un’unica dose, con una iniezione nel muscolo deltoide di una delle braccia. Nei bambini più piccoli, l’iniezione di vaccino viene effettuata di preferenza nel muscolo antero-laterale della coscia oppure per via endonasale.

Quali sono gli effetti avversi del vaccino antinfluenzale?

Dopo 6-12 ore dalla somministrazione del vaccino potrebbero manifestarsi alcuni effetti avversi locali quali dolore al braccio, eritema, gonfiore nel sito di iniezione, e sistemici temporanei, quali malessere generale, febbre, dolore muscolare, che passano in 1-2 giorni.

Vaccino antinfluenzale e vaccino anti-COVID-19 si possono fare lo stesso giorno?

Sì, non vi è alcuna controindicazione alla somministrazione del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-COVID-19 nello stesso momento. Infatti, il vaccino antinfluenzale non interferisce con l’efficacia di altri vaccini inattivati o vivi attenuati, e non aumenta gli effetti collaterali già noti.

Il vaccino antinfluenzale disponibile in Humanitas Medical Care

Il vaccino antinfluenzale è disponibile (a partire dai 15 anni di età) nei centri medici Humanitas Medical Care ed è possibile prenotarlo online cliccando qui.

La vaccinazione del personale Humanitas

Humanitas crede da sempre nella vaccinazione come importante strumento di prevenzione e la campagna di vaccinazione antinfluenzale del personale sanitario è in corso.

A maggior ragione in questo contesto di pandemia da COVID-19, vaccinarsi anche contro l’influenza è il modo migliore per proteggere se stessi, i propri familiari e i pazienti.