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Probiotici, prebiotici e fermenti lattici: a cosa servono?

Probiotici, prebiotici e fermenti lattici possono contribuire all’equilibrio del microbiota intestinale. I loro benefici, documentati dalle evidenze scientifiche, vanno oltre la salute dell’intestino, influenzando metabolismo, risposta immunitaria e benessere generale dell’organismo.

I probiotici sono microrganismi vivi con effetto benefico a livello intestinale, i fermenti lattici sono batteri che producono acido lattico e possono includere ceppi probiotici, mentre i prebiotici sono fibre e altre sostanze che favoriscono selettivamente la crescita dei microrganismi benefici già presenti nell’intestino. 

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Maria Bravo, nutrizionista di Humanitas San Pio X.

Il microbiota intestinale: cos’è e a cosa serve

Il tratto intestinale ospita un ecosistema microbico – il microbiota intestinale – composto da oltre 500 specie batteriche diverse. Il microbiota partecipa attivamente a diverse funzioni tra cui la digestione, la sintesi di alcune vitamine, la regolazione del metabolismo e la modulazione delle difese immunitarie.

Quando l’equilibrio tra i diversi microrganismi del microbiota si altera – una condizione chiamata disbiosi – possono presentarsi: 

  • disturbi gastrointestinali
  • alterazioni metaboliche
  • infiammazione cronica
  • ridotta risposta immunitaria alle infezioni

Come evidenziato da una recente revisione scientifica, una dieta scorretta, il sovrappeso e la sedentarietà sono tra i principali fattori che alterano il microbiota intestinale, aprendo la strada a molteplici disfunzioni e alla disbiosi. 

Probiotici e prebiotici: cosa sono e a cosa servono

I probiotici

I probiotici (dal greco pro bios, ovvero “a favore della vita”) sono microrganismi vivi – principalmente batteri, ma anche alcuni lieviti – che, assunti in quantità adeguata con l’alimentazione, esercitano effetti benefici sulla salute dell’ospite. Tra i ceppi più studiati si trovano: 

  • i Lactobacillus e i Bifidobacterium, che abitano fisiologicamente l’intestino e permettono il mantenimento dell’equilibrio microbico
  • il Saccharomyces boulardii, un lievito particolarmente efficace nel contrastare le diarree associate all’uso di antibiotici. 

Per poter avere effetti benefici, i probiotici devono superare il passaggio dallo stomaco e dal tratto gastroenterico superiore, rimanendo vivi e integri. In questo modo, possono raggiungere la mucosa intestinale senza scatenare reazioni immunitarie avverse.

I prebiotici

I prebiotici, invece, non sono microrganismi ma sostanze di origine alimentare – prevalentemente carboidrati non digeribili come l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS) – che l’organismo non è in grado di assorbire direttamente, ma che rappresentano il nutrimento per i batteri benefici già presenti nell’intestino. In altre parole, i prebiotici creano le condizioni ottimali affinché i microrganismi che compongono il microbiota possano crescere, prosperare ed esercitare i benefici per tutto l’organismo. 

Per essere classificata come prebiotico, una sostanza deve rispettare alcuni criteri fondamentali: 

  • resistere all’acidità gastrica e agli enzimi digestivi
  • raggiungere intatta il colon
  • stimolare selettivamente l’attività dei microrganismi benefici, con un documentato beneficio per la salute dell’ospite.

Secondo le evidenze scientifiche assumere regolarmente alimenti contenenti probiotici e prebiotici è una delle strategie più accessibili per sostenere la salute del microbiota intestinale.

Probiotici e prebiotici: come agiscono sul microbiota?

I probiotici agiscono sull’ecosistema intestinale attraverso diversi meccanismi:

  • competono direttamente con i microrganismi potenzialmente patogeni per lo spazio e le risorse, riducendone la proliferazione
  • producono metaboliti bioattivi, in particolare gli acidi grassi a catena corta (SCFA, short-chain fatty acids), come il butirrato, il propionato e l’acetato, che svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell’integrità della barriera intestinale. Il butirrato è la principale fonte energetica per le cellule che rivestono la parete interna dell’intestino, e contribuisce a ridurre l’infiammazione locale, partecipando alla regolazione della risposta immunitaria
  • comunicano con le cellule dell’ospite attraverso segnali chimici, modulando processi metabolici e infiammatori anche a distanza dall’intestino.

I prebiotici, fermentati dai batteri presenti nel colon, amplificano gli effetti dei probiotici contribuendo a: 

  • stimolare la crescita selettiva di Bifidobacterium e Lactobacillus
  • aumentare la produzione di SCFA 
  • abbassare il pH intestinale
  • creare un ambiente sfavorevole alla crescita dei batteri dannosi. 

Tuttavia, gli effetti benefici di probiotici e prebiotici si estendono oltre il tratto gastrointestinale, con evidenze cliniche su: 

  • l’asse intestino-cervello
  • l’equilibrio ormonale
  • il metabolismo del glucosio e dei lipidi
  • la modulazione della risposta immunitaria sistemica
  • la qualità del sonno 
  • la stabilità dell’umore.

I fermenti lattici: i benefici

I fermenti lattici sono microrganismi, principalmente batteri del genere Lactobacillus e Streptococcus, che metabolizzano il lattosio – lo zucchero del latte – attraverso un processo di fermentazione che produce acido lattico. Questa proprietà li rende responsabili della trasformazione del latte in yogurt e in molti formaggi freschi. La loro azione principale è di riequilibrare il microbiota intestinale, soprattutto dopo terapie antibiotiche o episodi di diarrea, e di rafforzare le difese immunitarie a livello intestinale. Tuttavia, per essere efficaci, è essenziale che i fermenti lattici siano vivi e attivi al momento della loro assunzione.

Probiotici e prebiotici: dove si trovano?

In molti casi non è necessario ricorrere a integratori per garantire al proprio microbiota un apporto adeguato di probiotici e prebiotici. La dieta quotidiana infatti può essere sufficiente a garantire queste sostanze, purché sia varia e di qualità.

Gli alimenti naturalmente ricchi di probiotici sono soprattutto quelli fermentati:

  • yogurt (purché contenga colture vive e attive)
  • kefir, una bevanda fermentata a base di latte o acqua 
  • crauti (cavolo fermentato)
  • tempeh 
  • miso
  • alcuni formaggi a pasta molle e formaggi cremosi, contenenti fermenti lattici attivi.

Le principali fonti alimentari di prebiotici sono invece di origine vegetale: 

  • cereali integrali come farro e riso integrale
  • legumi (ceci, lenticchie, fagioli) 
  • alcune verdure come asparagi, carciofi, cicoria, cipolla e aglio 
  • banane, soprattutto se non completamente mature.

L’obiettivo non è consumarne grandi quantità di un solo alimento, ma garantire una varietà quotidiana che sostenga la diversità del microbiota.

Quando è consigliato l’uso di integratori? 

Sebbene una dieta equilibrata sia generalmente sufficiente a sostenere un microbiota sano, esistono situazioni cliniche in cui il medico o il nutrizionista può consigliare un’integrazione mirata. 

Terapie antibiotiche, episodi di diarrea acuta o persistente, sindrome dell’intestino irritabile, stati di infiammazione cronica intestinale e periodi di stress prolungato possono richiedere l’apporto aggiuntivo di probiotici o simbiotici – ovvero la combinazione di probiotici e prebiotici in un unico prodotto. 

È importante, tuttavia, che la scelta del ceppo o della formulazione di prebiotici, probiotici e fermenti lattici avvenga sempre su indicazione dello specialista.

Ultimo aggiornamento: Giugno 2026
Data online: Maggio 2022

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