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Menopausa: è vero che aumenta il rischio di diabete?

Età, familiarità, sovrappeso, alimentazione ricca di grassi e non solo di zuccheri, può favorire lo sviluppo di diabete mellito di tipo 2, il cosiddetto diabete dell’adulto. La menopausa è caratterizzata dalla cessazione dell’attività ovarica con un declino della produzione di estrogeni. I cambiamenti ormonali che si hanno in questa fase della vita di una donna possono portare a un peggioramento del profilo metabolico e favorire l’insorgenza del diabete.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Caterina Premoli, endocrinologa e diabetologa di Humanitas San Pio X.

Come sono i sintomi e come si diagnostica il diabete?

Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia cronica che può insorgere in età adulta, caratterizzata da elevati livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia). Nella grande maggioranza dei casi la malattia non dà alcun disturbo (sintomo) e spesso la diagnosi viene fatta in occasione di esami di laboratorio di routine. Quando il diabete dà sintomi questi sono: sete intensa (polidipsia), necessità di urinare spesso con urine abbondanti (poliuria), stanchezza (astenia), alterazioni della vista.  Con questi sintomi è importante rivolgersi al proprio medico di famiglia. La diagnosi di diabete viene posta sulla base di:

  • valori della glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 (mg/dL) in due prelievi
  • un valore di emoglobina glicata (HbA1c) uguale o superiore a 6,5% (in due circostanze)
  • un valore di glicemia >200 mg/dl in qualunque momento della giornata in presenza di sintomi
  • la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio (in due circostanze)

Esiste una relazione tra menopausa e diabete?

La menopausa è un periodo di transizione nella vita di una donna in cui le modifiche ormonali legate alla cessazione dell’attività ovarica e alla riduzione della produzione di estrogeni si associano a modifiche nella composizione corporea, con un aumento della massa grassa soprattutto a livello addominale e riduzione della massa magra, ad una ridotta spesa energetica con conseguente incremento ponderale e all’insorgenza di insulinoresistenza.

Prevenzione del diabete: cosa fare?

La prevenzione del diabete di tipo 2, anche nelle persone che hanno familiarità per il diabete, passa attraverso lo stile di vita e il controllo del peso. Un’alimentazione sana che predilige prodotti freschi, verdure e frutta di stagione ricchi di fibre, pesce e carni bianche, e che limita il consumo di cibi grassi e raffinati, dolci e carboidrati ad alto indice glicemico, come pasta o riso non integrali, aiuta a evitare i cosiddetti picchi glicemici dopo i pasti e a favorire il controllo della glicemia.

Da sola, però l’alimentazione non è sufficiente: è necessario svolgere attività fisica regolare, stabilita in base alla propria condizione fisica, iniziando da lunghe passeggiate a passo veloce. Infine, la prevenzione passa anche dal controllo del valore di glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicata. In caso di alterazioni di questi parametri, la visita dal diabetologo permetterà di iniziare tempestivamente la terapia più adatta, farmacologica e non. E questo è molto importante perché, se non controllato, il diabete può compromettere progressivamente la funzione e la salute di organi come reni, cuore, arterie e occhi.

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