Il corpo umano ospita una grande comunità di microrganismi, virus, batteri e funghi, che costituiscono il microbiota umano. I cambiamenti ormonali che si verificano durante la gravidanza influenzano il microbiota intestinale, vaginale ed endometriale della donna, con conseguenze sulla salute fetale e materna. Durante la gravidanza, la composizione del microbiota materno sembra svolgere un ruolo molto importante per il feto, e per il futuro neonato. Infatti, la trasmissione verticale del microbiota dalla madre al feto, che sembra iniziare durante la vita intrauterina, contribuisce a sviluppare il microbiota gastrointestinale del bambino. Della relazione tra microbiota e gravidanza parliamo con la professoressa Nicoletta Di Simone, responsabile del Centro multidisciplinare di Patologia Ostetrica di Humanitas San Pio X, Professoressa di Ginecologia e Ostetricia di Humanitas University e autrice dello studio di revisione pubblicato su Frontiers in Immunology (2020) relativo all’impatto del microbiota materno sulle complicanze della gravidanza.

Il ruolo del microbiota intestinale

Il microbiota materno, costituito da diverse colonie microbiche, ciascuna con il suo gruppo dominante di microrganismi e con diverse funzioni specifiche, tra cui la sintesi delle vitamine e la modulazione del sistema immunitario, svolge funzioni essenziali per la salute della donna e, in gravidanza, anche del suo bambino.

Per le modifiche ormonali che si verificano durante la gravidanza, il microbiota intestinale materno subisce profondi cambiamenti, che portano ad un aumento di bifidobatteri e ad una riduzione dei batteri che producono butirrato (un acido grasso che regola l’infiammazione e protegge dalle malattie infiammatorie intestinali). Queste modifiche sembrano influire anche sulla maturazione del microbiota intestinale nel bambino, sulla sua futura composizione microbica e sullo sviluppo del sistema immunitario del neonato con possibili conseguenze anche sulla sua salute nella vita adulta.

Il ruolo del microbiota vaginale

Il microbiota vaginale si modifica durante la vita riproduttiva della donna, dalla pubertà alla menopausa, con variazioni anche durante il ciclo mestruale. Nel tratto riproduttivo femminile, a livello vaginale, i Lattobacilli sono i microrganismi dominanti. Una delle funzioni chiave dei Lattobacilli è quella di attivare il metabolismo del glicogeno prodotto dalle cellule epiteliali vaginali, trasformandolo in acido lattico, riducendo il pH vaginale e quindi creando un ambiente sfavorevole per la crescita di batteri patogeni. Diversi studi riconoscono il ruolo del microbiota vaginale nel favorire un decorso fisiologico della gravidanza; infatti, alla disbiosi vaginale, caratterizzata da una condizione infiammatoria, sembra sia associata un’aumentata incidenza di parto pretermine. Recenti studi dimostrano come nelle gravidanze con parto pretermine, sia stata riscontrata una riduzione di alcune specie di microrganismi (Lactobacillus), un aumento della diversità batterica e bassi livelli vaginali di beta-defensina 2. Al contrario, nelle gravidanze con decorso fisiologico e parto a termine, il microbiota vaginale è caratterizzato da una bassa diversità batterica e dalla presenza di Lactobacillus Crispatus.

Da queste osservazioni emerge come un’alterata composizione del microbiota vaginale possa essere considerato uno dei fattori di rischio per le complicanze ostetriche, in particolare per il parto prematuro.

Il ruolo del microbiota endometriale

Anche nell’endometrio si trova un microbiota con le sue colonie di microrganismi specifici. Sebbene non sia ancora del tutto noto l’impatto del microbiota endometriale sulla fertilità e sulle patologie della gravidanza, tuttavia sappiamo che l’endometrio è un sito di “sorveglianza immunitaria” dove le cellule hanno il compito di prevenire le infezioni e permettere l’impianto della blastocisti alla parete uterina decidualizzata. Quando inizia la gravidanza, l’endometrio diventa più spesso e cambia la composizione  delle cellule immunitarie presenti a livello tissutale.

Alcuni studi sembrano indicare che la determinazione del microbiota endometriale materno potrebbe aiutare nella prevenzione di alcune patologie della gravidanza e nell’instaurare un  trattamento personalizzato della paziente.

Considerando che la composizione del microbiota varia anche in base al tipo di alimentazione, all’utilizzo di probiotici e agli stili di vita, per la donna che pianifica di avere una gravidanza potrebbe essere utile modificare alcune abitudini, per poter influenzare positivamente il proprio microbiota, riducendo così il rischio di complicanze durante la gravidanza. Inoltre si possono effettuare degli interventi nutrizionali, terapie batteriche e possono essere indicate assunzioni di farmaci o integratori che possano aiutare la donna a raggiungere condizioni ottimali di microbiota prima di ricercare la gravidanza o durante la stessa.