L’immunità è la capacità dell’organismo di resistere e reagire all’attacco di agenti patogeni. I bambini acquisiscono questa “competenza” attraverso tre differenti modalità: l’immunità innata presente alla nascita, l’immunità acquisita con le vaccinazioni e l’immunità acquisita naturalmente nell’interazione con le persone e l’ambiente durante i primi anni di vita.

Il sistema immunitario di un neonato, per i primi 2-3 mesi di vita, è ancora immaturo. In questi primi mesi, il sistema immunitario (e in particolare l’immunità cellulo-mediata) inizia a svilupparsi, ma significa che un neonato di 2 settimane non è in grado di combattere virus o batteri come un bambino di 3 mesi. 

«È dalla mamma che il bambino riceve anticorpi attivi attraverso la placenta prima, e con l’allattamento al seno poi – spiega la Dott.ssa Suzanne Veehof, neonatologa di Humanitas San Pio X. Gli anticorpi dalla placenta, ad esempio, rimangono attivi per le prime settimane di vita del bambino, e l’allattamento al seno contribuisce a “nutrire” il sistema immunitario ancora immaturo del neonato. Questo aiuta a fornire al bambino una certa protezione da alcuni batteri e virus, mentre altri, come ad esempio il virus dell’influenza, aggrediscono più facilmente i neonati rispetto ai bambini più grandi e agli adulti. 

Gli anticorpi che la madre ha formato devono avere un livello sufficientemente elevato al momento della gravidanza per poter proteggere il neonato, e questo non sempre accade.

Per questo motivo, alle donne in gravidanza e alle neomamme è raccomandato per esempio il vaccino anti-influenzale in modo da proteggere indirettamente anche il neonato».

Come ridurre il rischio di infezioni

Durante i primi mesi di vita si possono mettere in atto alcune strategie per proteggere il neonato, specie nella stagione dell’influenza: 

  • Mantenere una buona igiene del neonato e degli indumenti che indossa. 
  • Limitare il contatto con persone al di fuori del nucleo familiare: senza far vivere il bambino in una bolla fino a 6 mesi di vita, ridurre il contatto con le persone abbassa il rischio di contrarre infezioni trasmesse da persone che magari sono inconsapevoli di essere contagiose con le goccioline di saliva o le mani. Quindi si può andare tranquillamente al parco, ma meglio non incontrare altre persone. 
  • Chiedere di lavarsi le mani prima di toccare il bambino: abbiamo imparato che le mani sono un veicolo di contagio per i virus. Lavarsi le mani riduce il rischio di contagio. 
  • Far attenzione alla febbre. Se la temperatura rettale sale oltre 38,5°C il neonato deve essere visitato dal pediatra. 
  • Effettuare le vaccinazioni previste: particolarmente importante è il vaccino contro la pertosse ai 2-3 mesi, perchè è una malattia pericolosa per la vita di un bambino di età inferiore ai 6 mesi.