Definita oggi come diabesità, l’obesità non è una malattia congenita, ovvero una malattia con cui si nasce, ma come ogni altra malattia presenta cause e fattori di rischio. Infatti, obesi si diventa ma alcuni campanelli d’allarme presenti già da bambini possono aiutare ad evitare che il bambino diventi un adulto obeso. Quali sono le cause dell’obesità e cosa fare? Ne parliamo con il dottor Roberto Grignani, chirurgo di chirurgia bariatrica di Humanitas San Pio X.

Quali sono le cause e le conseguenze dell’obesità?

«I bambini, fin da piccoli, apprendono i comportamenti anche alimentari dagli adulti – spiega l’esperto -. In una famiglia sovrappeso o obesa, ci sarà una maggior tendenza ad avere abitudini e comportamento che portano all’obesità. L’abitudine a mangiare cibi ricchi di grassi e carboidrati, oltre a una cultura che ancora in molte parti del nostro Paese vede nel bambino paffuto l’immagine della salute, insieme a uno stile di vita sedentario, infatti, sono tra le cause dell’obesità infantile. Un bambino obeso, però, sarà un adulto obeso, se non si interviene fin da piccoli, e oggi sappiamo che l’obesità giovanile è essa stessa la causa di molte patologie tra cui il diabete, l’ipertensione arteriosa, tumori al seno per le donne e, per entrambi i sessi, anche tumori al pancreas, colon, intestino e stomaco, oltre a colesterolo e trigliceridi alti che aumentano il rischio di aterosclerosi, patologie cardiovascolari, ictus e infarto, e morte prematura rispetto alla popolazione generale». 

Come si diventa obesi?

«Obesi, quindi, si diventa adottando cattive abitudini alimentari e sedentarietà, a cui con l’età spesso si aggiungono anche altre cattive abitudini quali il fumo di sigaretta e l’alcol che concorrono ad aumentare ulteriormente i fattori di rischio per patologie associate all’obesità – prosegue il dottor Grignani -. Se non si interviene per tempo per perdere peso, con l’avanzare dell’età si aggiungono poi anche altri fattori di rischio fisiologici per l’aumento di peso, come ad esempio, la riduzione del metabolismo basale, e nella donna, anche le alterazioni ormonali che con la menopausa contribuiscono a far aumentare il peso e la massa grassa. Per evitare l’obesità, quindi, è importante intervenire il prima possibile, fermare il circolo vizioso degli stili di vita che portano all’obesità e invertire la rotta per ridurre i gravi rischi per la salute».

Obesità: cosa fare e da dove iniziare?

«E’ vero che alcune persone ingrassano più facilmente di altre – prosegue il dottor Grignani -, ma seguire una corretta alimentazione, sana e bilanciata, e praticare attività fisica con regolarità aiuta ad evitare di intraprendere la strada dell’obesità e delle conseguenze associate. Infatti, come dimostrato in letteratura e nella nostra esperienza quotidiana con i pazienti obesi, già perdendo i primi 20-25 chili, si risolvono anche il diabete e l’ipertensione che in questi pazienti sono molto spesso presenti. In breve tempo, anche pazienti obesi con diabete scompensato che intraprendono la strada per perdere peso e la rieducazione alimentare, hanno benefici immediati sulla salute e spesso si trovano a non dover più dipendere dai farmaci per l’ipertensione e il diabete.  

Il paziente obeso, in generale, dovrebbe iniziare il percorso per perdere peso rivolgendosi a centri specializzati, sottoponendosi a esami del sangue per valutare i livelli dei lipidi (colesterolo e trigliceridi), elettrocardiogramma e a una consulenza con un nutrizionista per valutare la dieta più adatta a quel paziente. Infatti, l’intervento di chirurgia bariatrica per perdere peso non è mai la prima strada da intraprendere per il paziente obeso, e per ottenere i risultati desiderati richiede valutazioni specifiche da parte di un team multidisciplinare di specialisti, insieme a una grande motivazione da parte del paziente» conclude il chirurgo.