Tra i disturbi di stagione, con l’inverno e l’arrivo del freddo aumenta anche il numero di persone e bambini che lamentano mal d’orecchio da otite. Sebbene il rischio di otite aumenti in inverno, tuttavia le temperature fredde non ne sono la causa principale. 

Quindi, quali sono le cause dell’otite? L’abbiamo chiesto al dottor Giovanni Colombo, responsabile dell’Unità Otorinolaringoiatria di Humanitas San Pio X

«L’otite è un’infiammazione acuta dell’orecchio che può comparire a livello dell’orecchio medio o esterno – spiega l’esperto – con cause e sintomi diversi. In inverno, l’otite dell’orecchio medio, più frequente dell’otite esterna chiamata anche “otite del nuotatore”, è dovuta ad infezioni virali o batteriche stagionali delle alte vie respiratorie come ad esempio l’influenza, il raffreddore o la faringite. Se non correttamente curate, queste infezioni possono favorire l’insorgenza di una otite media acuta ovvero una infiammazione/infezione a livello dell’orecchio medio».

Perchè i sintomi di otite non vanno sottovalutati?

«Solitamente il primo sintomo di otite dell’orecchio medio è il dolore (otodinia) accompagnato da una sensazione di perdita dell’udito (ipoacusia) con senso di orecchio tappato (ovattamento) – prosegue il dottor Colombo -. E’ una patologia molto frequente in età pediatrica, sia per cause anatomiche, come ad esempio, la presenza di adenoidi, sia per una maggiore frequenza di infezioni delle alte vie respiratorie.
Se non curata adeguatamente, l’infezione dell’orecchio può provocare la perforazione spontanea della membrana timpanica con la produzione di secrezioni dall’orecchio (otorrea) che possono essere di tipo sieroso, siero-ematico (con tracce di sangue), o purulente (con pus). In questi casi, l’otodinia è spesso accompagnata da febbre, prurito interno all’orecchio e talvolta vertigini, acufeni, mal di testa ed ipoacusia». 

Come si cura l’otite?

«In genere, se c’è dolore auricolare, nel sospetto di otite è importante rivolgersi allo specialista otorinolaringoiatra che, mediante l’ausilio di otoscopi, otomicroscopi ed eventualmente a test della funzionalità uditiva, è in grado di discriminare tra le diverse forme di otite media  – precisa lo specialista -. Infatti, il segno tipico dell’otite, ovvero il rigonfiamento della membrana timpanica, non sempre è visibile con la semplice otoscopia per la possibile presenza di secrezioni e tumefazioni del condotto. Una volta diagnosticata, la cura dell’otite è farmacologica con terapia antinfiammatoria prescritta sulla base dell’età, dello stato di salute generale del paziente e della gravità dell’infiammazione. In caso di sovrainfezioni batteriche possono essere necessari anche antibiotici in gocce locali o per via orale, da usare secondo l’indicazione dello specialista, ed analgesici contro il dolore. In tutti i casi, nel sospetto di una otite è raccomandabile non eseguire cure fai-da-te, come l’uso di gocce auricolari generiche che molto spesso, nel caso di otite media, non hanno alcuna efficacia dimostrata».