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Plantare: è utile per correggere il piede piatto?

Sono diversi i motivi, non sempre corretti, per cui si acquistano e si usano plantari per i piedi. Facciamo chiarezza con il dottor Federico Usuelli, chirurgo ortopedico specializzato nelle patologie di piede e caviglia responsabile dell’Unità della Caviglia e del Piede in Humanitas San PioX,.

«Innanzitutto, il piede piatto non è una malattia – sottolinea l’esperto -. Presente in tutti i bambini fin dai 2 anni, il piede piatto è fisiologico, cioè normale, almeno fino agli 8 anni di età. Questo accade perché il bambino, che deve imparare a camminare stabilmente, ha bisogno di solide basi di appoggio: a questo pensa la natura che ci fornisce di piante dei piedi larghe e piatte. Tra gli 8 e i 12 anni, però, il piede cambia e diventa un piede adulto. In questo percorso può accadere il piede non maturi a sufficienza o resti piatto. Tuttavia, solo nel 10% dei casi è necessaria la correzione del piede, ovvero solo quando si tratta di piede piatto patologico, ovvero quando è sintomatico. Infatti, in assenza di dolore, il piede piatto non va corretto. Per esempio, gli ultimi dieci vincitori della Maratona di New York hanno tutti i piedi piatti. Questo non significa che chi ha i piedi piatti ha più chance di vincere una maratona, ma è importante dire che nessuno ha piedi perfetti, tutti li abbiamo un po’ cavi e un po’ piatti. A seconda della sua caratteristica, il piede potrebbe funzionare meglio nella parte di “ammortizzatore” e quindi sarà più adatto a sport da fatica come nel piede piatto, oppure come leva rigida, nel caso del piede cavo, e quindi potrebbe essere un piede più adatto a sport in cui sono necessari cambia di direzione come il tennis. Non è una regola, però, e la spiegazione sta nell’articolazione del piede tra il calcagno e l’astralago che permette al piede di fare il movimento di prono-supinazione, ovvero il basculare che giuda il piede nel passo».

Plantare? Solo se serve

Che il piede piatto abbia un impatto di tipo posturale è innegabile, ma anche se “imperfetto”, non significa che debba essere corretto. «Invece – continua l’esperto del piede -, quando è presente dolore nell’attività sportiva, si può iniziare a valutare se un plantare personalizzato può compensare per esempio l’appoggio nella fase sportiva, ma se il dolore è presente anche quando si cammina o si svolgono normali attività, potrebbe essere necessaria la chirurgia che corregge il piede piatto patologico, su cui invece il plantare è completamente inefficace. Per esempio, specie nell’adulto, è frequente l’associazione di alluce valgo e piede piatto: la situazione patologica del piede piatto induce uno stress maggiore sull’avampiede che favorisce la comparsa dell’alluce valgo. In questi casi, intervenire solo sull’alluce valgo e non correggere il piede piatto significa aumentare il rischio di recidiva, ovvero che l’alluce valgo ricompaia. E questo è uno dei casi in cui l’uso del plantare non corregge né l’alluce valgo né il piede piatto».

Plantare, ecco quando è:

    • Utile in presenza di sintomi da piede piatto patologico come mal di schiena, dolore ai piedi o alle ginocchia
    • Inutile a scopo correttivo perché la correzione del piede piatto non avviene con il plantare (neppure nei bambini). Il plantare per i piedi, infatti, non ha la stessa funzione dell’apparecchio per i denti
    • Inutile per chi, pur con i piedi piatti, svolge attività fisica e sportiva, senza alcun problema né dolore

Lo specialista riceve anche presso il centro Humanitas Medical Care di via Murat 13, a 450 metri dall’Ospedale. La struttura dispone di un ampio parcheggio nelle vicinanze a disposizione del paziente.

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