Il periodo che segue il parto è noto come “puerperio”, una fase che termina quando l’apparato genitale femminile acquisisce nuovamente le condizioni anatomiche e funzionali che aveva prima della gravidanza. Convenzionalmente il puerperio dura settimane, mentre le ore immediatamente successive all’espulsione della placenta sono definite “post partum”.

Il puerperio è un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti: emotivi, nella gestione della quotidianità, nella vita personale e familiare e anche fisici. Quali sono i sintomi e i disturbi più comuni che seguono il parto?

Ne parliamo con gli specialisti in Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X.

Lochiazioni vaginali 

Si tratta di sanguinamenti vaginali assolutamente fisiologici. Le lochiazioni sono infatti frammenti di decidua (la mucosa dell’endometrio). Nei primi giorni hanno colore rosso scuro, simili a flusso mestruale, possono essere molto abbondanti e presentare piccoli coaguli di sangue. Tenderanno poi a diminuire in quantità e ad assumere un colore rosato o bruno, con una consistenza più liquida; infine diventeranno sempre più esigue e di colore chiaro. Durano circa 3-6 settimane.

Le lochiazioni vanno distinte dal cosiddetto “capoparto”, il ritorno vero e proprio delle mestruazioni. Questo si verifica da 3-4 mesi dopo il parto fino a 8 mesi, dipende da donna a donna. In genere, nelle neomamme che allattano al seno, il capoparto arriva più tardi.

Perdite di latte dal seno 

Nelle puerpere che allattano questo fenomeno può essere normale, anche se non a tutte accade. Nei primi mesi le fuoriuscite di latte possono essere dovute al fatto che la produzione di latte non si è ancora regolarizzata. Nelle donne che non allattano invece, in genere può verificarsi nelle prime settimane per poi interrompersi spontaneamente, con la cessazione della produzione di latte.

Per gestire le perdite di latte possono essere utili apposite coppette assorbilatte usa e getta o in cotone.

Congestione mammaria

Si manifesta con eccessivo gonfiore al seno associato a una sensazione di calore, durezza e pesantezza; il disturbo è causato da un aumento della circolazione nel seno, dovuto ad un’abbondante produzione di latte o ad un più difficile svuotamento dei seni. Può verificarsi alla montata lattea, quando cioè il latte materno vero e proprio sostituisce il colostro, oppure se passa troppo tempo tra una poppata e l’altra. In questo caso, è possibile aumentare la frequenza tra le poppate o tirare il latte.

Può essere di aiuto, per contrastare i sintomi e aiutare il latte a scendere, fare impacchi caldi o una doccia calda. Anche indossare reggiseni più robusti può essere di aiuto. Se i sintomi persistono o il dolore peggiora, è consigliabile consultare il medico.

Dolore perineale

Questo dolore potrebbe essere comune nelle donne che hanno subito un’episiotomia, il taglio vaginale che si rende necessario in alcuni casi nel corso del parto, per agevolare il disimpegno del bambino. In genere, alle dimissioni la puerpera riceve tutte le informazioni per la gestione della ferita e dell’eventuale dolore. I punti di sutura cadranno spontaneamente in circa una settimana, in questo tempo è consigliabile fare lavaggi tiepidi con sapone diluito, mantenere la ferita asciutta e cambiare spesso l’assorbente. Se si avverte dolore nello stare sedute, si può mettere un cuscino o l’apposita ciambella.

Contrazioni uterine 

Nei primissimi giorni dopo il parto, si avvertiranno piccole contrazioni: si tratta di un fenomeno naturale che aiuta l’utero a ritornare alle dimensioni pre-gravidiche. Questo si verifica in genere in sei settimane. Tra i benefici dell’allattamento al seno c’è anche quello di favorire il ritorno dell’utero alle proprie dimensioni naturali e i dolori possono essere dovuti proprio dalle contrazioni uterine conseguenti alla “poppata”.

Piccole perdite di urina

Nel post parto è possibile avvertire piccole fuoriuscite di urina, soprattutto in seguito a sforzo, a una risata, a uno starnuto o a un colpo di tosse. Anche questo disturbo in genere scompare da solo in qualche settimana.

Piccole perdite sono normali, non va però sottovalutata una vera e propria incontinenza urinaria e in sua presenza occorre consultare il medico.

Costipazione 

Nei giorni successivi al parto, la regolarità intestinale potrebbe essere compromessa. Può essere di aiuto consumare verdura, frutta e cereali integrali e bere molta acqua. Anche in questo caso, se il disturbo persiste, occorre consultare il medico.

Alcune donne possono poi soffrire di emorroidi: lavaggi e creme da banco possono aiutare ad alleviare il fastidio; è comunque bene chiedere consiglio al proprio medico.

Sudorazione notturna

Le donne spesso sperimentano una maggiore sudorazione dopo il parto, in particolare nel corso della notte. È il corpo che si adatta ai nuovi livelli ormonali. 

Quando consultare il medico?

Oltre alle situazioni già citate, è consigliabile rivolgersi al medico in presenza di:

  • Febbre alta superiore a 38 o forti brividi.
  • Perdite vaginali maleodoranti.
  • Sanguinamento vaginale rosso vivo che perdura oltre tre giorni.
  • Perdita di grossi coaguli di sangue.
  • Dolore, bruciore o difficoltà a urinare.
  • Gravi crampi o dolore addominale che non passano con gli analgesici.
  • Aumento del rossore, del gonfiore o del dolore al perineo o separazione dei punti.
  • Aumento della quantità nelle lochiazioni che richiede l’uso di più di un assorbente all’ora.
  • Visione offuscata.
  • Forte mal di testa o svenimento.
  • Problemi respiratori.
  • Eventuali segni di depressione post parto: ansia incontrollata, pensieri negativi verso se stesse o il bambino (compreso quello di farsi o fargli del male), paura o preoccupazione che inficiano la gestione della quotidianità.