Raffreddore, tosse, talvolta febbre sono i sintomi di infezioni da virus che colpiscono le alte vie respiratorie. In questo periodo di pandemia, la preoccupazione dei genitori è che con questi sintomi i propri bambini possano avere il COVID-19. Prima di spaventarsi però, è bene sapere che prima dei 6-8 anni, i bambini tendono ad ammalarsi di frequente e, alcuni, faticano a guarire da raffreddori e sintomi influenzali. Perchè? L’abbiamo chiesto al dottor Fabrizio Ciralli, responsabile di neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X.

Ci vuole tempo per sviluppare le difese contro virus e batteri

«Nel feto, il ruolo delle cellule del sistema immunitario non è di difendersi dai virus – spiega l’esperto -, ma serve a non sviluppare reazioni contro il sistema immunitario della madre, per evitare il rigetto e quindi l’aborto. Nell’utero il bambino trova un ambiente protetto dalle infezioni, in cui non è necessario sviluppare difese specifiche per i microrganismi patogeni che, invece, dovrà affrontare nell’ambiente esterno. Quando un bambino piccolo entra in contatto con un virus del raffreddore, ad esempio, il suo sistema immunitario non ha ancora sviluppato tutte le difese per combattere ed eliminare il virus. Alla nascita, il sistema immunitario è formato ma richiede tempo per svilupparsi, anche grazie al latte materno attraverso il quale il neonato riceve alcune sostanze che compongono le difese immunitarie della mamma. Tuttavia, il bambino non nasce sprovvisto di difese perchè le prime barriere sono la pelle e le mucose».

Come matura il sistema immunitario dei bambini?

«Il muco e un sottile strato di cellule chiamato epitelio presenti nell’apparato respiratorio e nell’intestino dei bambini formano una prima barriera ai microrganismi patogeni – continua il dottor Fabrizio Ciralli -. Muco ed epitelio, quindi sono in grado di impedire che i virus penitrino in profondità e aggrediscano i polmoni, ad esempio, ma i bambini non hanno ancora difese ben sviluppate. Grazie al contatto con i microrganismi non patogeni che rappresentano il microbiota, il “super organo” presente in tutti i nostri tessuti, il sistema immunitario del bambino impara con il tempo a diventare più forte ed efficace. Proprio la scarsa efficienza del sistema immunitario dei bambini piccoli è tra le cause di raffreddori frequenti che spesso si protraggono per periodi molto lunghi». 

Raffreddore che non passa: dal pediatra per escludere altre cause

«Nei bambini inizialmente il raffreddore virale può comparire con rinorrea, secrezioni nasali chiare e liquide, che dopo qualche giorno possono diventare più dense, tosse e febbre – sottolinea il dottor Ciralli -. Talvolta i bambini più piccoli possono avere una tosse che i genitori riferiscono come “abbaiante”, specie di notte: è il sintomo di una laringite dovuta al muco che dal naso passando dal retropalato scola nella laringe e vi porta i virus. La febbre in genere passa in 1-2 giorni, mentre i sintomi da raffreddamento possono durare da 5 a 10 giorni. Se dopo questo tempo il bambino ha ancora i sintomi del raffreddore è raccomandabile rivolgersi al pediatra per escludere un’infezione batterica, riniti allergiche o rinosinusite virale».