Traumi, patologie e interventi “chiudono gli occhi ai piedi”. Come riaprirli?
La propriocettività è in stretta relazione con la salute del piede. «Patologie di piede e caviglia come l’artrosi, traumi come distorsioni o fratture, o interventi chirurgici mininvasivi , dall’alluce valgo alla protesi di caviglia – spiega il dott. Federico Usuelli, responsabile di Ortopedia della Caviglia e del Piede di Humanitas San Pio X.-, possono alterare lo scambio di informazioni tra propriocettori e cervello. Dolore, zoppia, difficoltà di movimento possono essere evitati con la riabilitazione precoce che permette il recupero della propriocettività del complesso “piede-e-caviglia” e il ripristino della funzione sensoriale del piede, specie dopo un intervento chirurgico. In particolare, l’applicazione di protocolli di fast recovery o fast track dopo la chirurgia ricostruttiva, rigenerativa o protesica permettono al paziente di “caricare subito per guarire prima”. Grazie a speciali dispositivi come lo stivaletto di vetro-resina, leggero e traspirante che sostituisce il pesante gesso, o il Game Ready, un’apparecchiatura applicata alla caviglia che alterna pressione e freddo, si riduce il gonfiore e il recupero è più rapido».

Sensori sempre aperti con stretching e yoga

Carico precoce, stretching e riabilitazione propriocettiva sono fondamentali per recuperare velocemente la funzione degli “occhi dei piedi”. «Dopo traumi e interventi chirurgici, ma anche per la prevenzione delle patologie di piede e caviglia – continua l’esperto -, la funzione sensoriale e propriocettiva si mantengono con specifici esercizi di stretching muscolare, anche derivati da posizioni yoga, da eseguire ogni giorno, più volte al giorno. Importante è eseguire correttamente lo stretching del tricipite, dei muscoli posteriori della gamba e in particolare del polpaccio. Infine, per ottenere i migliori risultati possibili dal recupero dopo un intervento, sono importanti anche motivazione del paziente e supporto dei familiari».