Quando il dolore alla spalla impedisce il riposo notturno e lo svolgimento delle normali attività quotidiane significa che è arrivato il momento di chiedere aiuto allo specialista. Senza continuare a ipotizzare il classico colpo di freddo, uno stretching eseguito male, una posizione scomoda durante la giornata lavorativa o nel sonno, il dolore di spalla va studiato e curato nelle sue cause. Ma come si fa a capire qual è la vera causa del dolore? Lo abbiamo chiesto al Andrea Lisai, ortopedico specialista in chirurgia della spalla di Humanitas San Pio X .

Uno sguardo ravvicinato al dolore

«Per scoprire la causa del dolore alla spalla bisogna “guardarci dentro” – spiega l’esperto – e per farlo, abbiamo a disposizione l’ecografo usato durante la visita ecoguidata. Si tratta di un metodo non invasivo di visita ortopedica che si avvale, oltre a dati e test clinici, dell’ecografia. Grazie agli innocui ultrasuoni, infatti, si riesce a osservare la struttura interna dell’articolazione e individuare la possibile problematica. L’esplorazione ecografica avviene in modo dinamico, cioè al paziente viene chiesto di muovere la spalla mentre si esegue l’esame; in questo modo si possono osservare in diretta le immagini delle strutture dell’articolazione in movimento. Inoltre, con l’ecografia è possibile confrontare la spalla dolorosa e quella sana o asintomatica, per avere un’analisi completa anche di  tipo anatomico. In alcuni casi, è possibile trattare la causa del dolore nel corso della prima visita con l’infiltrazione selettiva ecoguidata oppure, se vengono riscontrate calcificazioni o lesioni, si procede alla loro valutazione. Per aumentare la precisione e la specificità della diagnosi, all’ecografia durante la visita si può aggiungere l’artro-ecografia, da eseguire successivamente, che consiste nell’introduzione nell’articolazione di un liquido (una soluzione fisiologica, acido ialuronico o anestetico) che funge da mezzo di contrasto e garantisce una migliore visione dello stato della spalla».

Utile e importante dal pre al post operatorio

«La visita ecoguidata serve a eseguire una diagnosi immediata della patologia che determina il dolore di spalla – continua lo specialista -. In particolare, è indispensabile nella diagnosi di:

  • patologia della cuffia dei rotatori
  • patologia del capo lungo del bicipite
  • borsiti
  • calcificazioni
  • lussazione acuta traumatica di spalla
  • artrosi
  • tendinopatia calcifica
  • patologia ossea traumatica (frattura occulta del trochite, frattura di Hill-Sachs, lussazioni traumatiche, lussazione acromion-claveare frattura da stress acromiali nelle protesi inverse).

Inoltre, la visita ecoguidata è fondamentale per indirizzare il chirurgo nel corretto processo clinico-decisionale per stabilire subito e senza attendere ulteriori esami, il primo trattamento adeguato al problema di spalla. Ad esempio, in caso di tendinopatia calcifica, l’ecografia permette allo specialista di monitorare la progressione della calcificazione ed eseguire lo svuotamento-lavaggio sotto guida ecografica al momento giusto della malattia, oppure capire se è meglio ricorrere a terapie fisiche come le onde d’urto. In caso di lesione alla cuffia dei rotatori, invece, consente di misurare le dimensioni della lesione e determinare se è più efficace la terapia chirurgica o conservativa. Infine, la visita ecoguidata ha un ruolo importante non solo al momento della diagnosi – conclude Andrea Lisai – ma anche nel post-operatorio per monitorare la corretta cicatrizzazione dei tendini, ad esempio, pianificare la riabilitazione e prevedere la ripresa dell’attività sportiva e lavorativa in base alle singole condizioni del paziente e ai progressi biologici della guarigione».