Tampone, test sierologico, test molecolare, test rapido sono parole ormai entrate nel nostro linguaggio quotidiano perché sono i test che permettono di rilevare l’infezione da SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile di COVID-19. Non sono test uguali tra loro, nè si effettuano nello stesso modo, e talvolta non è chiaro perchè si esegua un test invece di un altro. Facciamo chiarezza. 

Il tampone (chiamato anche test molecolare)

Tampone naso/oro-faringeo è il nome più diffuso che identifica il test molecolare. Eseguito su un campione di muco prelevato da naso, bocca e faringe con un bastoncino cotonato (il tampone) è il test più affidabile per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. 

A cosa serve? Una volta in laboratorio, dal tampone si procede all’estrazione, purificazione e ricerca dell’RNA virale (il genoma del virus SARS-CoV-2) attraverso la metodica molecolare di real-time RT-PCR (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction): la presenza o assenza di RNA del coronavirus responsabile di Covid-19 permette di confermare o escludere una diagnosi di infezione. L’analisi richiede 24-48 ore.

Come si esegue? Il tampone deve essere eseguito da operatori specializzati e in modo accurato per garantire l’adeguato prelievo del materiale biologico (le cellule di superficie della mucosa di naso, bocca e faringe) da analizzare. Il test dura pochi secondi, è minimamente invasivo ma non doloroso, anche se si può avvertire una sensazione di fastidio al momento del contatto del tampone con l’interno del naso e della bocca. Con lo stesso bastoncino cotonato si effettua il prelievo dall’orofaringe (la parte della faringe posta dietro al cavo orale) e dal rinofaringe (la parte superiore del canale della faringe). Il campione di muco così raccolto viene inviato per l’analisi presso i laboratori di riferimento regionali e i laboratori aggiuntivi individuati dalle Regioni secondo le modalità concordate con il Laboratorio di Riferimento Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Allo scopo di limitare gli accessi in ospedale e continuare a garantire massima sicurezza per pazienti e operatori, il servizio tamponi nasofaringei per la ricerca di Covid-19 in Humanitas San Pio X si è trasferito all’esterno del nostro ospedale,  presso il cortile di ingresso è stata allestita una nuova area per l’esecuzione dei tamponi nella massima privacy e sicurezza.

Test rapido antigenico

Noto semplicemente come test rapido, questo test antigenico è stato introdotto per semplificare l’identificazione dei casi, l’isolamento e il tracciamento dei contatti per lo screening dei passeggeri negli aeroporti e nei porti e nel contesto scolastico perché “potrebbe accelerare la diagnosi di casi sospetti di COVID-19”.

A cosa serve? A differenza del test molecolare, il test rapido antigenico non ricerca l’RNA del virus (il genoma virale) ma le proteine superficiali del virus (gli antigeni). I tempi di analisi e risposta sono più brevi (circa 15-30 minuti) rispetto al test molecolare, ma sensibilità e sembrano inferiori rispetto a quelle del test molecolare. Significa che in caso di positività al test rapido, la persona dovrebbe sottoporsi a un test molecolare per confermare o escludere la diagnosi (positivo).

Come si esegue? La modalità di prelievo è uguale a quella del tampone (test molecolare) con prelievo di muco naso-faringeo con bastoncino cotonato. 

Per approfondimenti sui test rapidi e test molecolari

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/indicazioni-test-antigenici

Test sierologico

Il test sierologico non è indicato per rilevare un’infezione in corso, non si sostituisce al test molecolare (il tampone) e non si esegue con tampone.

Esistono due tipi di test sierologici: test qualitativi rapidi che si effettuano su una goccia di sangue e test quantitativi che necessitano del prelievo di sangue.

A cosa serve? I test sierologici qualitativi rapidi permettono di scoprire se è avvenuto il contatto con il virus e se il sistema immunitario della persona testata ha prodotto anticorpi di risposta. I test sierologici quantitativi invece consentono di dosare in modo specifico gli anticorpi prodotti. In caso di infezione, i primi anticorpi prodotti dal sistema immunitario sono le immunoglobuline IgM a cui seguono le immunoglobuline IgG. La presenza di IgG rilevata nel sangue stabilisce che l’infezione è avvenuta in passato, ma non è ancora chiaro se questo determini immunità all’infezione. Questo tipo di test può essere utile in campo epidemiologico per stimare la diffusione dell’infezione all’interno di una comunità.

Come si esegue? Si effettua su un campione di sangue del soggetto con un normale prelievo.