Noduli tiroidei, ipertiroidismo e ipotiroidismo sono le principali patologie a carico della tiroide che colpiscono la donna. Le disfunzioni della ghiandola tiroidea possono manifestarsi già durante l’adolescenza ma compaiono più frequentemente nell’età adulta. Esse comportano un’alterazione dei livelli degli ormoni tiroidei nel sangue e, conseguentemente, dei processi controllati dagli ormoni tiroidei, che risultano rallentati nell’ipotiroidismo, mentre accelerano nell’ipertiroidismo. Ne parliamo con la dottoressa Nazarena Betella, endocrinologa e diabetologa di Humanitas San Pio X.

A cosa serve la tiroide?

«La tiroide è la ghiandola endocrina che si trova alla base del collo davanti alla trachea. La tiroide ha la funzione di produrre gli ormoni tiroidei (T3 – T4), fondamentali per il buon funzionamento di processi fisiologici dell’organismo quali: 

  • il metabolismo basale
  • la respirazione
  • il battito cardiaco
  • la regolazione della temperatura corporea
  • lo sviluppo del sistema nervoso centrale
  • la salute dell’apparato muscolo-scheletrico
  • il ritmo sonno-veglia. 

Tutti questi importantissimi processi risultano rallentati in caso di ipotiroidismo e, al contrario, accelerano in caso di ipertiroidismo, impattando in entrambi i casi negativamente sulla salute della donna e sulla sua qualità di vita – sottolinea la dottoressa Betella -. Per questo motivo, in caso di sintomi di malfunzionamento della tiroide è necessario rivolgersi tempestivamente allo specialista».

Ipotiroidismo

«Nell’ipotiroidismo – spiega l’esperta – i livelli nel sangue di ormoni tiroidei diventano troppo bassi. Nel tentativo di stimolare la tiroide a produrre più ormoni, l’ipofisi, un’altra ghiandola endocrina posta alla base del cranio, aumenta la produzione di TSH, l’ormone tireostimolante. Pertanto, il dosaggio del TSH nel sangue è il test adottato nella stragrande maggioranza dei casi per valutare la funzionalità della tiroide: più alti sono i livelli di TSH nel sangue, minore è la funzionalità della tiroide. Con l’ipotiroidismo tutti i processi del metabolismo cellulare normalmente controllati dagli ormoni tiroidei vengono rallentati. L’ipotiroidismo si caratterizza per sintomi quali: 

  • intolleranza al freddo
  • debolezza muscolare
  • stipsi 
  • pelle secca
  • difficoltà di concentrazione
  • alterazione del ciclo mestruale

La causa più frequente di ipotiroidismo è l’autoimmunità tiroidea, ovvero la presenza di anticorpi diretti contro la tiroide (tiroidite cronica autoimmune) che possono determinare un progressivo malfunzionamento della ghiandola nel tempo. L’ipotiroidismo non si può prevenire, tuttavia una corretta alimentazione che preveda una dieta bilanciata con adeguate quantità di iodio può aiutare a mantenere un corretto funzionamento della tiroide». 

Ipertiroidismo

«Contrariamente a quanto accade nell’ipotiroidismo, nell’ipertiroidismo i livelli di ormoni tiroidei sono troppi alti e i livelli dell’ormone TSH nel sangue diventano così bassi da non essere misurabili. L’ipertiroidismo può essere associato a infiammazione della ghiandola (tiroiditi), malattie autoimmuni (morbo di Graves-Basedow) o a noduli tiroidei iperfunzionanti – prosegue l’endocrinologa -. I sintomi possono variare sulla base della causa sottostante; ad esempio, l’esoftalmo, un’anomala sporgenza degli occhi, è tipica dell’ipertiroidismo associato a morbo di Graves-Basedow. L’ipertiroidismo generalmente si presenta con uno o più dei seguenti disturbi:

  • perdita di peso improvvisa
  • aumento dell’appetito
  • diarrea
  • accelerazione o irregolarità del battito cardiaco
  • irrequietezza e insonnia
  • intolleranza al caldo e aumento della sudorazione
  • debolezza muscolare e sensazione di stanchezza
  • tremori
  • febbre
  • dolore al collo
  • irregolarità del ciclo mestruale.

L’ipertiroidismo non si può prevenire, ma con cure adeguate è possibile convivere con la malattia e avere una buona qualità di vita». 

Nodulo tiroideo o gozzo

«Nella maggior parte dei casi si tratta di noduli benigni – sottolinea la dottoressa Betella – spesso asintomatici e riscontrati ‘incidentalmente’ in corso di accertamenti per altri disturbi. Tuttavia, in caso di formazioni nodulari di grosse dimensioni (gozzo tiroideo), possono essere presenti sintomi quali:

  • difficoltà a deglutire e a respirare
  • senso di oppressione al collo.

La diagnosi prevede la visita, un’ecografia del collo e gli esami di funzione tiroidea (TSH). In casi selezionati si può procedere con un agoaspirato della formazione nodulare anche se nella maggioranza dei casi si tratta di noduli benigni».

Diagnosi e cura: cosa fare?

«Le malattie della tiroide si diagnosticano attraverso un prelievo del sangue per il dosaggio del TSH (test di funzionalità tiroidea) e di autoanticorpi specifici e mediante un’ecografia tiroidea a cui può essere associata, in caso di sospetto diagnostico, la scintigrafia tiroidea e/o l’agoaspirato. Sulla base della diagnosi e della storia clinica della paziente, viene scelto il trattamento che può prevedere la terapia farmacologica, specie nell’ipertiroidismo associato al morbo di Basedow, la terapia con radioiodio (terapia radiometabolica) per i noduli di piccole/medie dimensioni o se i pazienti con morbo di Basedow non hanno benefici dalla terapia farmacologica, oppure la chirurgia (tiroidectomia), in presenza di gozzo (nodulare e non) di grosse dimensioni» conclude l’esperta.