Mercoledì 29 maggio, dalle 9:00 alle 13:00, in Humanitas San Pio X gli specialisti di Cardiologia e di Radioterapia dell’ospedale insieme per una speciale iniziativa dedicata alla salute del cuore. Per l’intera mattinata ai desk nella hall al piano terra dell’ospedale test, consigli e momenti interattivi per imparare a prendersi cura del proprio cuore. Dagli stili di vita, alla misurazione della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e della saturazione di ossigeno nel sangue..

L’iniziativa è legata alla campagna 5×1000 di Humanitas e sarà l’occasione per presentare il progetto di studio in corso per misurare la cardiotossicità dei trattamenti radioterapici nella cura del tumore al seno

Il progetto di ricerca

I cardiologi e gli specialisti di Radioterapia di Humanitas San Pio X sono impegnati in uno studio osservazionale per verificare la capacità di nuove metodiche di indagine ecocardiografica (studio della deformazione miocardica) di individuare precocemente il danno coronarico da radiazione toracica sinistra e di confermare l’assenza di rischio per il trattamento della parete toracica destra nelle donne trattate per tumore alla mammella.

“La radioterapia ha contribuito ad aumentare l’aspettativa di guarigione delle donne malate di tumore al seno – spiega la dottoressa Simona Castiglioni, responsabile di Radioterapia – ma i dati in letteratura dimostrano che esiste un effetto cardiotossico che è maggiore in caso di terapia alla mammella sinistra, in cui il cuore è incluso nel capo di irradiazione, rispetto alla destra”.

Tali effetti cardiotossici noti a breve e medio termine possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari, già aumentato dalla pre-menopausa o menopausa indotta o fisiologica. I l rischio di complicanze cardiovascolari quali malattia coronarica e di conseguenza infarto miocardico, insufficienza cardiaca ischemica e morte cardiovascolare, come anticipato, aumenta qualora il cuore sia incluso nel campo di irradiazione come può avvenire in caso di terapia alla mammella sinistra. In queste donne, l’incidenza di anomalie coronariche nella perfusione al cuore aumenta già a 6 mesi dalla radioterapia e permane per 3 anni dalla fine del trattamento. Per le donne che ricevono lo stesso trattamento al torace di destra, invece, non ci sono dati certi e si ipotizza un rischio intermedio tra le donne irradiate al torace sinistro e il rischio della popolazione generale.

Grazie a questo studio potremo identificare precocemente attraverso indagini ecocardiografiche innovative il danno cardiaco da radiazione della mammella sinistra, confermare l’assenza di rischio per quella destra e quindi instaurare azioni preventive e precoci in caso di patologia individuata