In occasione della 6° Giornata nazionale della salute della donna, dal 19 al 23 aprile 2021, in Humanitas San Pio X, torna SpecialmenteDonna, l’iniziativa dedicata alla salute delle donne di tutte le età.

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Molte volte, l’imbarazzo o la paura di sottoporsi ad un esame medico rallenta o impedisce il percorso di diagnosi e terapia al seno. Questo può diventare ancora più significativo quando i disturbi riguardano parti intime o sensibili per le persone. «Per le donne, oltre alla visita ginecologica, anche la visita senologica può creare imbarazzo o timori, dato che in alcuni casi può essere difficile vivere serenamente l’invasione della propria intimità, anche se questo viene svolto da uno specialista per fini medici e in difesa della salute – spiega la dottoressa Valentina Errico, senologa di Humanitas San Pio X. Se poi a questo si aggiunge la paura degli aghi (belonefobia), un esame fondamentale come l’agoaspirato può diventare fonte di ansia e timori per alcune donne. Eppure, contrariamente a quanto si teme, l’agoaspirato non è più fastidioso di un prelievo del sangue, non interferisce con le dimensioni del seno e non rovina la mammella».

Come funziona davvero?

«Anche se il termine “aspirato” potrebbe trarre in inganno, per l’esecuzione dell’esame non vengono usate nè cannule né tubicini, bensì un semplice ago leggermente più grande di quello delle siringhe normali – chiarisce l’esperta -. Inoltre, la quantità di tessuto che viene “aspirato” dal nodulo mammario è estremamente ridotta, dato che ne è necessaria solo una piccola parte per l’analisi in laboratorio con il microscopio. Inoltre, questo esame non provoca dolore, al massimo può comportare un leggero fastidio locale. Se si ha paura degli aghi, si può avvertire lo specialista per fare in modo di evitare di incontrare con lo sguardo l’ago mentre viene svolta la procedura. Ad ogni modo, l’esame è molto rapido e dura appena qualche minuto».

Una paura rischiosa

«Il prelievo con agoaspirato fa parte degli esami che permettono di accertare la natura maligna o benigna dei noduli al seno – conclude la dottoressa Errico -. Infatti, la presenza di un nodulo nella mammella potrebbe essere associata tanto a cisti come a tumori maligni o benigni. In quest’ultimo caso si parla di fibroadenoma, generalmente innocuo e asintomatico, ma che in alcuni rari può trasformarsi in tumore maligno. Per questo, esami come l’agoaspirato, spesso preceduto da ecografie o radiografie che hanno notato lesioni sospette nella mammella, sono fondamentali per proteggere la salute della donna, prevenire problematiche più gravi ed eventualmente intervenire tempestivamente con le cure».