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Seno: quali e quando fare gli esami diagnostici in gravidanza e allattamento

La prevenzione senologica non si ferma mai, neanche in gravidanza e durante l’allattamento. Alcuni segni come la comparsa di dolore al seno, un piccolo nodulo o una tumefazione possono comparire anche in questo periodo della vita della donna, e non sempre è da allarmarsi. Tuttavia, per vivere serenamente il periodo più bello con il proprio bimbo o in attesa che nasca, è fondamentale “andare a vedere” con gli occhi degli esami specifici per il seno, quali mammografia e ecografia della mammella, cosa accade. Molte donne però temono di non poter più allattare dopo gli esami. Ci spiega quali esami e quando farli, la dottoressa Sara Galli, radiologa di Humanitas San Pio X.

In gravidanza, quali esami si possono fare per il seno?

La mammografia usa le radiazioni ionizzanti che sono pericolose per il feto e quindi è preferibile soprassedere e rimandare fino al termine dell’allattamento. Per l’ecografia mammaria invece non esistono rischi per il feto, perchè usa gli innocui ultrasuoni. Per quanto in gravidanza e allattamento la struttura della ghiandola mammaria si modifica tantissimo, per cui può risultare sempre più difficile studiarla, se non esistono indicazioni particolari, si può posticipare a dopo l’allattamento, altrimenti pur con i limiti della condizione della paziente, non ci sono controindicazioni specifiche.

Mammografia ed ecografia in allattamento: ci sono rischi?  

Non ci sono particolari controindicazioni o rischi per mamma e neonato, anche se tecnicamente nella donna in allattamento la mammografia vede poco per l’elevata densità della mammella. L’ecografia della mammella è sicuramente meglio della mammografia, da fare sempre (per sicurezza) se si è percepito un nodulo mammario, anche se anche nel caso dell’ecografia la mammella in allattamento si modifica molto e diventa molto più difficile da studiare.

…e dopo, si può allattare?

Le radiazioni ionizzanti della mammografia e gli ultrasuoni dell’ecografia attraversano il corpo ma non vi rimangono, perciò il latte non sarà nè radioattivo, nè alterato al termine dell’esame. Pertanto, è possibile allattare senza alcun rischio per il neonato.

Il seno fa male: devo preoccuparmi?

La mammella è un organo che tende a rimanere sensibile e dolorabile tutta la vita, in particolar modo da metà del ciclo (durante l’ovulazione) fino al termine delle mestruazioni, periodo durante il quale può gonfiarsi, infiammarsi e diventare particolarmente dolorabile. Si tratta però di una situazione fisiologica che non deve costituire motivo di preoccupazione. Analogamente, dopo l’arrivo della menopausa, in qualche modo la mammella conserva una spiccata sensibilità dolorosa in alcune pazienti, ma comunque il dolore non è correlato a patologia.

Screening per il tumore al seno: quanto attendere dopo l’allattamento?

Sarebbe consigliabile aspettare qualche mese dal termine dell’allattamento prima di sottoporsi ai normali screening per il tumore mammario. Questo perchè la ghiandola mammaria ha bisogno di smaltirne l’effetto degli ormoni. Pertanto, in genere, è preferibile attendere tra i 3 e i 6 mesi circa in modo da passare dall’allattamento esclusivo allo svezzamento. Invece, se lo svezzamento è già iniziato, i tempi si possono accorciare a 2-3 mesi.

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