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Allergia al nichel e altri metalli

L’allergia ai metalli è una risposta anomala del sistema immunitario al contatto di alcuni metalli, tra cui il nichel, il cromo e il cobalto. Si tratta di elementi che in persone non allergiche non causano alcun problema, ma in presenza di sensibilizzazione possono comparire sintomi di allergia anche non comuni.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Giovanni Paoletti, allergologo di Humanitas San Pio X.

Metalli: quali danno allergia e dove si trovano?

Il nichel è il principale responsabile delle reazioni allergiche ai metalli, seguito dal cromo e dal cobalto. Studi epidemiologici indicano che poco più dell’11% della popolazione generale presenta sensibilizzazione al nichel mentre, ad esempio, solo il 2,7% al cobalto. 

Spesso l’allergia al nichel si accompagna anche all’allergia a cromo e cobalto in un fenomeno chiamato di co-sensibilizzazione. A questi si aggiunge il palladio, un metallo meno comune ma presente in alcune leghe e materiali dentali, che nelle persone già allergiche al nichel può scatenare reazioni per un meccanismo di cross-reattività immunologica.

L’allergia ai metalli non si manifesta come risposta immediata al contatto con l’allergene ma è una reazione lenta, mediata da particolari cellule del sistema immunitario chiamate linfociti T e citochine (in termini medici si parla di ipersensibilità di tipo IV o allergia ritardata). Questo spiega perché la malattia può presentarsi in forme molto diverse da persona a persona, rendendo la diagnosi a volte complessa.

I metalli che possono sviluppare allergie sono presenti in molti prodotti, tra cui:

  • Gioielli e bigiotteria, incluso l’oro bianco e l’argento che possono contenere tracce di nichel come impurità.
  • Abbigliamento (bottoni dei jeans, cerniere lampo, gancetti dei reggiseni).
  • Oggetti di uso comune (monete, chiavi, occhiali con montatura metallica).
  • Cosmetici, detergenti e detersivi (alcuni prodotti per la pelle o per la casa contengono nichel).
  • Tatuaggi e piercing: certi pigmenti e strumenti possono contenere metalli. 
  • Dispositivi medici e protesi, come ad esempio alcuni impianti ortopedici o cardiologici contenenti metalli.

Sintomi dell’allergia ai metalli 

Il sintomo più comune dell’allergia ai metalli è la dermatite allergica da contatto. Si tratta di una condizione in cui la pelle che è stata a contatto con l’oggetto metallico diventa secca, squamata, arrossata, e compaiono piccole vescicole con prurito intenso: grattarsi però può creare lesioni che favoriscono infezioni secondarie.

Allergia ai metalli: come si diagnostica

Il test diagnostico di riferimento per l’allergia ai metalli è il patch test, che può essere effettuato durante la visita allergologica, e permette di identificare quale metallo, o combinazione di metalli, stia causando i sintomi.

Il test prevede che gli allergeni vengano applicati sulla schiena con cerotti appositi e lasciati in sede per 48-72 ore. Serve questo tempo per poi procedere alla lettura proprio perché l’allergia ai metalli dà una reazione immunologica ritardata. È importante sottolineare che il patch test non ha valore predittivo per le protesi chirurgiche, ovvero un patch test negativo non garantisce che in futuro non possa svilupparsi una reazione a un impianto metallico.

Aggiornamento: marzo 2026
Online: gennaio 2021

Allergologie E Immunologia Clinica

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