Una partitella tra amici, il campo di calcetto prenotato dopo un inverno all’insegna della sedentarietà, un’azione di gioco che richiede di scartare l’avversario, ed eccolo, quello schiocco doloroso del ginocchio. A quel punto la partita si ferma e anche la stagione del calcetto. E’ questa una delle situazioni spesso descritte dai tanti giocatori di calcetto amatoriale che ogni anno si presentano alla visita ortopedica con lesioni e traumi di vario genere al ginocchio. Il calcetto però non è l’unico sport che mette a rischio il ginocchio: anche beach volley, basket e tennis, e in genere tutti gli sport in cui sono previsti cambi di direzione repentini. Quando il ginocchio schiocca, fa male e si gonfia, è bene rivolgersi all’ortopedico per valutare se si tratti di un trauma di lieve entità che richiede solo riposo e ghiaccio, oppure terapie immediate. Parliamo di traumi di ginocchio durante lo sport con il dottor Federico D’Amario, responsabile di ortopedia protesica e ricostruttiva anca e ginocchio di Humanitas San Pio X.

Cosa significa quello schiocco nel ginocchio?

«Uno schiocco, da alcuni avvertito come un doloroso clic all’interno del ginocchio a seguito di un’azione in campo che prevede una torsione del ginocchio, spesso significa che c’è stata una lacerazione del legamento crociato anteriore (LCA) o del legamento collaterale mediale (LCM), una lesione dei menischi o della cartilagine, o tutti queste lesioni insieme – spiega il dottor D’Amario -. Si tratta di traumi comuni nello sport, e non solo al calcio e calcetto amatoriale o professionale. Eccessivo allenamento, stress muscolare, ma anche muscolatura della gamba non sufficientemente tonica e mancanza di allenamento possono provocare lesioni a menischi, legamenti e cartilagine del ginocchio».

Grave lesione al ginocchio: come riconoscerla?

«La lesione dei legamenti del ginocchio (distorsione) si può verificare quando vengono lacerati uno o più legamenti che tengono collegati il femore alla tibia e mantengono stabile il ginocchio – prosegue l’esperto -. Nel calcetto e nel calcio, si tratta di un trauma che può avvenire a seguito di una repentina torsione del ginocchio con un piede piantato al suolo, per un contatto ad alto impatto con un altro giocatore, ma in altri sport, come il sollevamento pesi o il crossfit, anche nella distensione del ginocchio a seguito di piegamenti sulle gambe con carichi eccessivi.

In molti casi, insieme allo schiocco interno al ginocchio, il giocatore può avvertire un dolore acuto che lo costringe ad accasciarsi sul campo di gioco. Entità del dolore e sede però dipendono dalla struttura lesionata, così come la capacità di stare in piedi o meno, oppure la sensazione che il ginocchio ceda o sia bloccato. Il ginocchio potrebbe non gonfiarsi subito, ma dopo qualche ora dal trauma. A questo punto, riprendere a giocare o anche solo provare a camminare autonomamente è altamente sconsigliato prima di aver sentito il parere dello specialista».

Cosa fare subito?

«Tutti i giocatori, anche amatoriali, dovrebbero conoscere il protocollo R.I.C.E. da applicare immediatamente a seguito di un trauma – sottolinea D’Amario -. Riposo, e quindi non caricare sul ginocchio lesionato, ghiaccio, compressione ed elevazione della gamba sono però solo il primo soccorso sul campo. Fondamentale inoltre è la valutazione ortopedica specialistica che deve avvenire in breve tempo dal trauma. Infatti, visita ortopedica, diagnosi specialistica precoce e terapia adeguata in tempi brevi favoriscono il completo recupero della funzionalità del ginocchio anche nei traumi più gravi. In genere, se si sospetta una lesione legamentosa o una distorsione, anche solo in presenza di gonfiore del ginocchio, sarà necessario escludere con una radiografia la presenza di fratture ossee che possono essere conseguenza, ad esempio, di un trauma da contatto con un altro giocatore, e iniziare una terapia per la gestione del dolore e il controllo dell’evoluzione dei sintomi».

Tutore, riabilitazione o intervento chirurgico?

«Spesso, subito dopo un trauma di ginocchio di lieve entità, può essere prescritto un tutore specifico per il ginocchio e stampelle per evitare il carico. Tempi e modalità di uso delle stampelle e del tutore variano sulla base del trauma e dei sintomi. Solo nei casi di lesioni gravi, invece, può essere necessario l’intervento chirurgico in artroscopia di ricostruzione dei legamenti o di suturazione meniscale. Come per le terapie conservative, anche in caso sia necessario l’intervento, è raccomandabile non aspettare a lungo prima di sottoporsi alla chirurgia – conclude l’esperto -. Quando si parla di traumi, infatti, aspettare prima di intervenire può significare che altre strutture intorno al ginocchio possono venire compromesse da carichi errati sul ginocchio».