L’emergenza sanitaria ha contribuito ad aumentare timori e paure di pazienti già fragili, come i malati oncologici. Alle preoccupazioni per la propria salute dovute alla malattia oncologica, si aggiungono anche quelle per il coronavirus. Nell’ambito delle cure oncologiche di questi pazienti, la dott.ssa Simona Castiglioni, responsabile del servizio di Radioterapiae il dott. Paolo Montanaro, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia, insieme al Prof. Giampaolo Perna e al dott. Francesco Cuniberti, psichiatri del Centro per i disturbi di ansia e panico e alla dott.ssa Nadia Zambelli, psico-oncologa di Humanitas San Pio X, sono in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza per garantire il supporto psicologico ai malati oncologici come parte integrante della terapia contro il tumore.

Coronavirus: così cambia il supporto psicologico

«Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria – dicono gli esperti -, il servizio di supporto psicologico al malato oncologico è stato riorganizzato per rispettare le misure di prevenzione e contenimento della diffusione del virus. Pertanto, per evitare, quando possibile, che i pazienti oncologici venissero in ospedale, abbiamo attivato da subito, su richiesta e in collaborazione con il servizio di Radioterapia, nuove modalità di supporto psicologico, con colloqui telefonici o video-colloqui allo scopo di garantire la continuità delle cure. Invece, per quei malati in trattamento chemioterapico che devono venire in ospedale, il supporto psicologico è stato garantito in sede presso il Day Hospital oncologico, ma è cambiato il modo di comunicare con i pazienti. In entrambi i casi, da una parte distanza di sicurezza, uso dei dispositivi di protezione individuale, e mascherina, e dall’altra il telefono o il video colloquio ci hanno posti di fronte alla necessità di privilegiare la parola come mezzo per esprimere supporto, trasmettere sicurezza e rassicurare, accogliere il disagio e gestire le emozioni».  

In questo periodo, il supporto psicologico è fondamentale

«Essere rassicurati sulla continuità delle terapie oncologiche, e ricevere informazioni precise e chiare sui rischi di contagio da coronavirus e sulle possibili complicanze, sono tra le richieste principali che ci arrivano dai pazienti – continuano gli esperti -. Questa situazione di incertezza, infatti, può amplificare il senso di minaccia e destabilizzazione che i malati oncologici già provano a causa della loro malattia. Durante i colloqui, sia di persona in ospedale, sia telefonicamente o via video, offriamo ai pazienti gli strumenti per contenere l’ansia e le emozioni negative, li aiutiamo a dare un senso a quanto sta accadendo, cercando di gestire anche il potenziale effetto traumatico con le sue implicazioni, derivante dalla pandemia. In un momento di incertezza generale, questo essere a disposizione, insieme al personale dedicato alle terapie, aiuta i pazienti e le famiglie ad avere quel senso di continuità necessario per sentirsi più sicuri. La propria famiglia, infatti, è di frequente oggetto di preoccupazione e ansia per il malato oncologico, specie per la necessità del distanziamento e della riduzione dei contatti sociali anche in casa, con genitori, figli, partner. In questa nuova situazione dettata dal coronavirus, continuare a restare vicini emotivamente è possibile, ma è psicologicamente molto impegnativo sia per i pazienti che per i caregivers».  

Per i malati oncologici, le regole d’oro per gestire l’isolamento e non farsi travolgere dall’ansia:

 

  • Rispetta i ritmi sonno-veglia: le terapie oncologiche possono provocare stanchezza e sonnolenza; cerca di andare a dormire e svegliarti sempre agli stessi orari e se desideri riposare di pomeriggio, non dormire per più di mezz’ora
  • Alimentati e idratati con equilibrio e regolarità: non saltare i pasti, segui i consigli del tuo oncologo, specie se le terapie ti tolgono l’appetito e riduci il consumo di quelle sostanze che possono aumentare tensione e ansia come caffeina, energy drink, alcolici.
  • Fissa obiettivi e attività quotidiane: in base alle tue forze, stabilisci orari e attività da svolgere in casa (piccole faccende domestiche) per sentirti parte della routine familiare, e ridurre i momenti di ansia/angoscia eccessivi
  • Vestiti anche se resti in casa: indossa il pigiama solo per andare a letto
  • Coltiva hobby: lettura, puzzle, cucinare, scrivere, ecc. aiuta a svagare la mente
  • Comunica con familiari e amici lontani: chiama e videochiama per ridurre la distanza fisica e colmare quella affettiva, condividendo i vissuti emotivi anche quelli più dolorosi 
  • Fai una minima attività fisica, se riesci: anche solo un po’ di stretching aiuta a comunicare al cervello sensazioni positive
  • Modera l’esposizione alle notizie su Covid-19: per non aggiungere ansia alla preoccupazione per la tua salute; seleziona solo fonti certe e attendibili