Mancanza di fiato, dolore toracico, palpitazioni sono i sintomi cardiovascolari che inducono una persona a rivolgersi al cardiologo. Perché è importante che la visita cardiologica non avvenga in maniera standard, lo spiega la dottoressa Margherita Dell’Orto, responsabile del servizio di cardiologia di Humanitas San Pio X. 

 «Il cuore interagisce profondamente con molti organi tra cui rene, polmoni, stomaco, tiroide, sistema nervoso, e perfino con l’apparato genitale – dice l’esperta -. Per questo motivo, durante la visita cardiologica è importante dedicare attenzione non solo al cuore e alle necessità cardiologiche, ma anche a quello che sta “intorno al cuore”, incluse le differenze ormonali tra uomini e donne. Questi fattori sono importanti sia per avere una visione d’insieme della salute di tutti gli organi, sia per monitorarla nel tempo, grazie ai controlli cardiologici periodici, specie per la donna, il cui rischio cardiologico cambia nelle diverse fasi della vita».  

Il cuore e gli altri organi: un equilibrio da mantenere e monitorare

Avere una patologia cardiovascolare non significa che “solo il cuore è malato”. «Per esempio, il cuore è in parte responsabile anche della salute del rene – continua la dottoressa Dell’Orto -. In caso di cardiopatia con insufficienza renale, si determinano alterazioni dell’equilibrio tra i sali minerali, dell’equilibrio idrico, e una serie di elementi che partecipano alla regolazione pressoria, per cui il cuore stesso ne risente negativamente. Oppure, in caso di patologie cardiovascolari di origine ereditaria, ci sono forme di cardiomiopatie rare (come la malattia di Fabry) che, nonostante siano individuate e seguite nel tempo in ambito strettamente cardiologico, sono causate da patologie genetiche che coinvolgono anche molti altri organi. Per questi motivi, è facile comprendere come sottoporsi alle visite e ai controlli cardiologici sia così importante per la salute generale».

Uomini e donne, cuore e ormoni per non perdere la visione d’insieme

«Il sistema cardiovascolare risente moltissimo dell’attività ormonale, e dunque la visita cardiologica deve tenere conto non solo delle differenze tra uomini e donne ma anche delle differenti fasi della vita di una donna (donna in età fertile, donna in menopausa e donna in gravidanza). La donna in età fertile, infatti, manifesta un rischio cardiovascolare inferiore rispetto all’uomo di pari età, perché l’attività ormonale femminile agisce sul sistema cardiovascolare in senso protettivo. Dopo la menopausa, invece, il rischio cardiovascolare della donna, nel giro di alcuni anni, uguaglia quello dell’uomo di pari età. Tutto questo cercando sempre di non perdere la visione d’insieme, con l’intento di “fare un abito su misura per ciascuno” utilizzando le linee guida come “modello da cucire” intorno alla singola persona».