In occasione della 6° Giornata nazionale della salute della donna, dal 19 al 23 aprile 2021, in Humanitas San Pio X, torna SpecialmenteDonna, l’iniziativa dedicata alla salute delle donne di tutte le età.

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E’ un periodo difficile, con un carico di stress che a causa della pandemia COVID-19 è diventato ancor più pesante in una società con già elevati livelli di stress quotidiano. Tuttavia, nonostante le preoccupazioni per la salute, il lavoro, la famiglia, e una nuova organizzazione della vita personale, familiare e sociale, incluso lo smart working, le donne sembrano essere meno stressate dei maschi. In realtà, come dimostrano diversi studi, le donne non sono meno stressate ma, in generale, reagiscono meglio allo stress, protette anche da una migliore risposta ormonale agli eventi stressanti. Nonostante le donne sappiano gestire livelli più alti di stress dei coetanei maschi, questo però non significa che non esista un limite personale superato il quale è possibile che si manifestino disturbi di ansia o depressione. Riconoscere il proprio limite è fondamentale per chiedere aiuto a un esperto e tornare a gestire le situazioni stressanti in modo fisiologico.   

Allo stress rispondono gli ormoni

«Sono molti gli studi che da tempo hanno evidenziato vi sia una differenza tra uomini e donne in merito alla risposta a stress fisici o psicologici – spiega il dottor Francesco Cuniberti, psichiatra del Centro per i disturbi di ansia e panico di Humanitas San Pio X -. Perché queste differenze di genere esistano e continuino a presentarsi per tutta la durata della vita è una domanda chiave, e suggerisce che un adattamento precoce abbia reso vantaggioso per maschi e femmine rispondere in modo diverso allo stress. Gli ormoni, gli eventi della vita personale e altri fattori come quelli infiammatori influenzano in modo diverso l’effetto sullo stress e il rischio di sviluppare depressione o altre patologie, anche in relazione alla fasi della vita. Le giovani donne possono, ad esempio, rispondere meglio allo stress rispetto alle donne in menopausa, ad indicare anche un ruolo importante dell’equilibrio ormonale nell’influenzare la resilienza. Il mantenimento dell’equilibrio ormonale dipende dalla stretta orchestrazione dei fattori coinvolti nella risposta allo stress e nel suo recupero, dove esistono differenze di genere (tra maschi e femmine) a tutti i livelli. La regolazione dell’asse di risposta allo stress (ipotalamo-ipofisi-surrene – HPA) coinvolge il coordinamento tra più regioni cerebrali che determinano la risposta allo stress e il feedback negativo necessario per il ritorno ad uno stato di benessere. Ci sono dati che suggeriscono che uomini e donne possono differire non solo nelle loro risposte allo stress, ma anche in molti altri fattori come la regolazione del ciclo sonno veglia e l’alimentazione con un collegamento anche con i livelli di infiammazione che sembrano avere un ruolo nello sviluppo di ansia e depressione».

Dormire male è il primo campanello d’allarme

Sono molte le persone che in questo periodo di pandemia hanno sperimentato insonnia, difficoltà nella fase di addormentamento o frequenti risvegli, una maggiore suscettibilità al pianto, sensazione di “non farcela” e angoscia, una grande stanchezza, tristezza. «Con il termine “stress” spesso si identificano sia gli eventi stressanti, sia le risposte emotive (ad esempio, sentimenti di angoscia) e fisiologiche come ad esempio, l’attivazione del sistema nervoso autonomo e dell’asse HPA. Diversi studi evidenziano una forte associazione tra stress psicosociale ed elevati livelli di infiammazione sistemica che è noto essere correlata a diverse malattie croniche (cardiovascolari, diabete, sindrome metabolica, ad esempio). Lo stress psicologico e il sonno insufficiente sono due processi intimamente legati l’uno all’altro, noti per influenzare il sistema immunitario, ed esporre la persona a una maggiore predisposizione a sviluppare condizioni mediche croniche in cui l’infiammazione gioca un ruolo chiave».