La pericardite è l’infiammazione del pericardio, la sottile membrana che avvolge il cuore, che colpisce prevalentemente la popolazione maschile e può essere causata da virus o da alcune malattie.
Ne parliamo con il dottor Gianluca Ruffin, Responsabile di Cardiologia di Humanitas San Pio X.
Pericardite: cos’è?
La pericardite è una patologia causata dall’infiammazione del pericardio. Il pericardio è una membrana doppia, spesso paragonata a una sacca protettiva, che avvolge completamente il cuore, composta da due strati distinti, il foglietto parietale esterno, più robusto e fibroso, e il foglietto viscerale interno, sottile e delicato, che aderisce direttamente alla superficie del muscolo cardiaco.
Tra i due foglietti si trova una piccola quantità di liquido sieroso che permette loro di scivolare l’uno sull’altro, facilitando i movimenti di contrazione e rilassamento del cuore durante il battito. Inoltre, il pericardio mantiene il cuore nella posizione anatomica corretta all’interno del torace, lo protegge da urti e traumi esterni, impedisce un’eccessiva dilatazione delle camere cardiache durante lo sforzo fisico e costituisce una barriera contro la diffusione di eventuali infezioni provenienti dagli organi vicini, come i polmoni.
Quando si verifica un’infiammazione – provocata da virus, neoplasie, problemi renali, malattie del sistema immunitario o reazioni farmacologiche – il volume del liquido tra i foglietti del pericardio tende ad aumentare, come naturale risposta dell’organismo ai processi infiammatori.
Quali sono i sintomi della pericardite?
Il sintomo principale della pericardite è un dolore al torace che si intensifica durante la respirazione, con la tosse e quando ci si sdraia sulla schiena. Con questi sintomi è raccomandabile richiede una valutazione immediata al pronto soccorso.
In alcuni casi, la pericardite può dare complicazioni gravi quali il tamponamento cardiaco, una condizione dovuta all’accumulo rapido ed eccessivo di liquido pericardico che comprime il cuore, impedendogli di riempirsi adeguatamente di sangue e compromettendone la funzionalità. Si tratta di un’emergenza che richiede un immediato intervento di drenaggio del liquido in eccesso.
Quali sono le terapie per la pericardite?
Nella maggior parte dei casi, i disturbi si attenuano nell’arco di pochi giorni mediante l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), spesso in combinazione alla colchicina – un farmaco utilizzato per la gotta ma efficace nelle sindromi infiammatorie -, allo scopo di prevenire ricadute.
Quando i sintomi persistono o il paziente non può assumere antinfiammatori, in casi selezionati, il medico cardiologo può prescrivere corticosteroidi in associazione alla colchicina.
Per prevenire episodi ripetuti di pericardite, nonostante la terapia convenzionale, possono essere considerate le immunoglobuline somministrate per via endovenosa (con azione sia immunoregolatrice che antivirale) e l’anakinra, medicinale impiegato anche per l’artrite reumatoide con capacità di bloccare il processo infiammatorio.
Aggiornamento: febbraio 2026
Online: febbraio 2022
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