Con le festività natalizie in arrivo, nonostante l’emergenza sanitaria da Covid-19, il cibo tradizionale delle Feste non mancherà sulle nostre tavole. Anche se con meno amici e parenti per evitare la diffusione del virus, i cambiamenti nella nostra alimentazione quotidiana che avvengono ogni anno in questo periodo possono avere effetti sulla digestione e sul senso di pesantezza. Quest’anno, complice anche la pandemia in corso, il ricorso al cibo chiamato comfort food potrebbe aiutare molti a compensare non solo la depressione stagionale, ma anche il senso di depressione e solitudine di questo periodo. Per evitare di aggiungere malessere fisico al malessere emotivo, abbiamo chiesto al dottor Marco Dal Fante, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia, in Humanitas San Pio X alcuni consigli per affrontare l’inverno e le feste senza appesantire stomaco e intestino.

La buona digestione vuole sane abitudini tutto l’anno

«Diversi studi hanno osservato un’associazione diretta tra la riduzione delle ore di luce durante l’inverno e una minor disponibilità di serotonina, un neurotrasmettitore importante per l’umore – sottolinea il dottor Dal Fante -. Questo sembra essere alla base della depressione stagionale che in inverno colpisce circa il 6-10% della popolazione, soprattutto donne adulte, e che porta a sfogarsi sul cibo quando si avverte una deflessione del tono dell’umore. Si tende a cercare conforto in cibi ricchi di zuccheri e grassi, più calorici e difficili da digerire rispetto ad alimenti sani quali frutta e verdura, e cereali integrali che invece non dovrebbero mai mancare neppure in inverno».

Porzioni ridotte e niente “pennichella”

«Porzioni abbondanti, cibi troppo conditi e calorici tendono ad appesantire la digestione e aumentare la produzione di acido cloridrico – prosegue l’esperto -. Questo si ripercuote su tutto il processo digestivo, che diventa più complicato e più lento. Da qui deriva la pesantezza post-prandiale, cioè dopo aver mangiato, che fa venir voglia di concedersi la famosa pennichella dopo pranzo. Se ci si sdraia però non solo la digestione rallenta ma viene favorito anche il reflusso gastroesofageo occasionale, tipico degli eccessi a tavola. Per evitare di peggiorare i sintomi della cattiva digestione, rallentando il processo digestivo e aumentando il senso di pesantezza allo stomaco, è meglio uscire a fare due passi anzichè cedere al richiamo del divano».