Passate le feste natalizie, si spengono le luci degli addobbi, ma per qualcuno iniziano ad accendersi i campanelli d’allarme della depressione invernale. Infatti. Chiamata Winter Blues, infatti, la depressione invernale è considerata un vero e proprio disturbo affettivo stagionale con sintomi e diagnosi specifica identificata fin dagli anni ‘90.

Quali sono i sintomi della depressione invernale? Ne parliamo con il dottor Francesco Cuniberti, psichiatra del Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X.

Cos’è il Winter Blues?

«Chiamato anche Seasonal Affective Disorder (SAD, che in inglese significa “triste”) o Disturbo Affettivo Stagionale, il Winter Blues insorge con specifici sintomi proprio nel periodo in cui le ore di luce sono inferiori rispetto a qualsiasi altro periodo dell’anno – spiega il dottor Cuniberti -. La depressione invernale comporta un abbassamento del tono dell’umore, riferita da molti come una sensazione di tristezza, che negli anni ‘90 venne riferita all’influenza della luce sul sistema circadiano umano, attraverso la soppressione dell’ormone noto come melatonina. Da qui, grazie a successivi studi, è stato poi dimostrato che in persone predisposte e particolarmente suscettibili, il variare della durata della luce durante l’anno influenza anche la funzione neuroendocrina, contribuendo alla variabilità di umore, energia, sonno, appetito, funzione metabolica, termoregolazione e risposta ormonale agli stimoli. Il National Institute of Mental Health americano, ha identificato come persone più a rischio le donne rispetto agli uomini, i giovani adulti, chi ha sofferto o soffre di depressione o altri disturbi dell’umore».

Quali sono i sintomi della depressione invernale?

«Chi soffre di depressione invernale può manifestare sintomi quali stanchezza che sfocia in ipersonnia, ovvero la necessità di dormire a lungo, molto più del solito, tristezza, malumore, desiderio di mangiare carboidrati – prosegue l’esperto -. Spesso, questi sintomi influenzano anche la vita sociale e lavorativa, contribuendo a ridurre la performance e la produttività abituali. Alcuni riferiscono di sentire il desiderio di “andare in letargo”, evitando le occasioni di socialità, ma anche di fare attività fisica che, invece, ha un impatto positivo sul Winter Blues. Tuttavia, quando la depressione invernale arriva, tutto si vorrebbe fare tranne uscire a fare una passeggiata. Invece, come dimostrano numerosi studi e trials clinici, uscire alla luce del sole, fare una passeggiata anche non tutti i giorni, oppure sottoporsi a vere e proprie sedute di light-therapy, ovvero terapia della luce con lampade a luce bianca usate secondo le indicazioni dello specialista, aiutano a ritrovare non solo il ritmo circadiano, e quindi a dormire meglio, nè troppo nè troppo poco, ma anche a rimodulare le funzioni ormonali alterate dalla riduzione delle ore di luce invernali».

RIFERIMENTI

  • Lacoste, V., Wirz-Justice, A. (1989). Seasonal variation in normal subjects: an update of variables current in depression research. In: Rosenthal, N.E., Blehar, M.C. (Eds.), Seasonal Affective Disorders and Phototherapy. The Guilford Press, New York, pp. 167–229
  • Lewy, A.J., Wehr, T.A., Goodwin, F.K., Newsome, D.A., Markey, S.P. (1980). Light suppresses melatonin secretion in humans. Science, 210, 1267–1269
  • Meyer, C., Muto, V., Jaspar, M., Kussé, C., Lambot, E., Chellappa, S.L., Degueldre, C., Balteau, E., Luxen, A., Middleton, B., Archer, S.N., Collette, F., Dijk, D.J., Phillips, C., Maquet, P., Vandewalle, G. (2016). Seasonality in human cognitive brain responses. Proceedings of the National Academy of Sciences, 113, 3066–3067
  • Wirz-Justice, A. (2018). Seasonality in affective disorders. General and Comparative Endocrinology