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Raffreddore invernale: cosa fare se non passa in pochi giorni

Con la stagione fredda ecco ripresentarsi puntuali anche tosse, congestione nasale, mal d’orecchi e mal di testa. «Sono tutti sintomi che spesso ci fanno pensare a un semplice raffreddore, che passerà da solo – spiega il dottor Federico Leone, otorinolaringoiatra di Humanitas San Pio X -. E’ invece importante sapere che un raffreddore non trattato può sfociare in sinusite, un’infiammazione che colpisce soprattutto le persone con difficoltà respiratoria.  La sinusite, infatti, necessita di un trattamento adeguato impostato dallo specialista, pertanto è bene conoscerne i primi sintomi quali muco denso, abbondante e di colore verde-giallastro, scolo retronasale, tosse stizzosa, mal di testa e pesantezza del volto, difficoltà nella percezione degli odori

Se questa condizione non migliora entro 5 giorni dalla sua comparsa, è consigliata una visita specialistica per un’adeguata terapia così da evitare la proliferazione di microrganismi patogeni nella cavità nasale. Tuttavia, per prevenire la sinusite, quando compaiono i sintomi del raffreddore è buona norma stare a riposo, evitare l’esposizione a basse temperature e praticare lavaggi nasali. Questi ultimi consistono nello spruzzare nella cavità nasale una soluzione salina sterile. Nei giorni di maggior congestione nasale, previo parere medico, può essere utile effettuare lavaggi con una soluzione salina ipertonica, ovvero, con una concentrazione di cloruro di sodio maggiore rispetto a quella presente normalmente nell’organismo, che consente una più rapida azione decongestionante. A lungo termine invece è consigliabile una soluzione isotonica, cioè con una concentrazione di sali uguale a quella dell’organismo, che ha invece uno scopo puramente meccanico e consente un’accurata pulizia delle fosse nasali. I lavaggi andrebbero ripetuti 2-3 volte al giorno. L’obiettivo è pulire e depurare le fosse nasali per liberarle dalla secrezioni, ripristinare il normale flusso aereo e garantire l’opportuna filtrazione dell’aria e la sua umidificazione da parte delle cavità nasali. Infatti, una respirazione orale puó dare sollievo temporaneo finché il naso “è chiuso”, ma in realtá può essere dannoso per i polmoni perché l’aria non viene filtrata e umidificata».

Dal naso alle orecchie: attenzione alle otiti

Anche le otiti sono un disturbo piuttosto fastidioso del periodo invernale che insorgono nella stragrande maggioranza dei casi in seguito a problematiche nasali non trattate adeguatamente o trascurate (raffreddore, sinusite, rinite allergica e non) “Le otiti – prosegue l’esperto – sono dovute al ristagno di secrezioni all’interno della cassa del timpano e si manifestano con sensazione di ovattamento auricolare, spesso bilaterale e fruscii. In alcuni casi le secrezioni possono infettarsi con comparsa di forte dolore ed occasionalmente portare alla perforazione del timpano con fuoriuscita di muco-pus dal condotto uditivo.  Sia nei bambini che negli adulti, l’otite non va sottovalutata e alla comparsa di sintomi è importante consultare lo specialista, che saprà consigliare la terapia più adeguata”.

 

Specialista in Otorinolaringoiatra
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