Ecografia Endoanale ed Endorettale

L’ecografia endoanale ed endorettale è un’indagine strumentale indispensabile, valida e affidabile per la valutazione dei pazienti con patologia anorettale benigna, e per la stadiazione e il follow-up dei pazienti con patologia anorettale maligna. A questo tipo di indagine strumentale si aggiunge l’ecografia transperineale adatta a completare la diagnostica delle patologie del pavimento pelvico, specie nella donna. 

A COSA SERVE?

L’ecografia endoanale, endorettale, insieme a quella endovaginale e transperineale, viene impiegata per lo studio di: 

  • incontinenza fecale (esame gold standard)
  • dolore anale
  • patologia infiammatoria del canale anale (ascesso)
  • fistole perianali
  • ulcera solitaria del retto
  • patologia neoplastica del canale anale, sia benigna che maligna (diagnosi e follow-up postoperatorio) 
  • patologia neoplastica rettale sia benigna che maligna (diagnosi e follow-up)
  • studio ecografico del pavimento pelvico per le patologie da prolasso retto anale, rettale, prolassi multi organo, stipsi cronica con ostruzione evacuativa e incontinenza fecale

Un ulteriore campo di applicazione dell’ecografia è l’impiego di tale metodica in sala operatoria in casi particolarmente complessi.

E’ un esame doloroso?

L’esame è semplice, di rapida esecuzione, indolore nella maggior parte dei casi ed eseguito in regime ambulatoriale. 

Per chi è indicato?

L’ecografia assume particolare importanza per la valutazione dei pazienti con neoplasie del retto in quanto permette una fine stadiazione della malattia, fondamentale per la decisione terapeutica. 

E’ un esame utile in caso di tumori?

La validità e utilità dell’ecografia endoanale e endorettale è confermata anche da studi di molti autori che hanno dimostrato come la valutazione ecografica nelle neoplasie del retto permetta non solo di valutare la lesione della parete rettale ma, con le opportune frequenze (7 MHz), di poter definire anche la presenza di linfonodi con caratteristiche metastatiche nel tessuto perirettale e nel mesoretto con accuratezza che varia da 82 a 88% circa, a seconda degli studi presi in esame. L’ecografia risulta fondamentale anche per il follow up dei pazienti trattati. Nelle neoplasie del canale anale l’ecografia riveste un ruolo nella diagnosi e stadiazione delle lesioni, nella sorveglianza dei pazienti in trattamento conservativo, serve a porre le indicazioni per il trattamento chirurgico più opportuno. 

Esistono controindicazioni all’esecuzione della ecografia endoanale? 

Recenti interventi chirurgici. 

È prevista una preparazione per l’esecuzione dell’esame?

È opportuno eseguire un clisma evacuativo di 200 cc privo di glicerina 2 ore prima dell’esame, mentre per lo studio del retto (stadiazione o ristadiazione di tumori rettali) è indispensabile la preparazione con un clistere. Non è necessario il digiuno né la sospensione dei farmaci abituali. 

Esistono effetti indesiderati legati all’esame?

  • fastidio all’introduzione dello strumento e gonfiando il palloncino in ampolla rettale
  • sensazione di evacuazione impellente
  • sanguinamento, per lo più di lieve entità, qualora siano presenti emorroidi congeste o ragadi anali o fistole o comunque patologie che già di base possono creare ematochezia o proctorragia. 

Esistono alternative diagnostiche alla Ecografia Endoanale?  

Non esistono procedure diagnostiche alternative che forniscano le medesime informazioni della Ecografia Endoanale. 

Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame?

Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle successive scelte terapeutiche da intraprendere.

Come si effettua?

L’esame si avvale di una specifica  sonda ecografica che permette una visione dinamica a 360° gradi, condizione indispensabile e ideale per lo studio di un viscere cavo e dell’apparato sfinteriale del canale anale. Inoltre l’acquisizione delle immagini con la tecnologia 3D e il “Volume rendering” rende l’esame ancora più completo grazie alla possibilità di modificare il segnale e l’opacità con filtri appositi per meglio visualizzare le strutture esaminate. 

Il paziente viene posizionato sul lettino disteso sul fianco sinistro oppure, in casi particolari, supino in posizione ginecologica. Viene sempre effettuata una esplorazione rettale prima dell’esame, per una valutazione della patologia da studiare oltre che per la valutazione della tollerabilità dell’esame. Infatti il diametro della sonda ecografica è pressoché simile a quello del dito esploratore. Dopo la visita viene inserita la sonda ecografica. In caso di valutazione per fistole, per poter meglio caratterizzare il percorso della fistola, viene iniettata dell’acqua ossigenata attraverso una cannula. Tale manovra permette di avere una sorta di “mezzo di contrasto” che disegna il percorso della fistola e facilita l’individuazione dell’orifizio interno e di eventuali tramiti fistolosi secondari. Questa manovra è ben tollerata seppure accompagnata da bruciore locale. Sulla sonda ecografica viene montato un copri sonda che sarà riempito di acqua per poter aderire alle pareti rettali e permettere il passaggio degli ultrasuoni.

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