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Disturbi del pavimento pelvico: qual è il medico a cui rivolgersi?

Una piccola perdita di urina con un colpo di tosse o uno sforzo fisico potrebbero essere segnali della perdita di tonicità dei muscoli del pavimento pelvico, così come un dolore pelvico che non passa, o la stitichezza che non trova rimedio. In Italia si stima siano oltre 4 milioni di donne affette da patologie del pavimento pelvico, ma talvolta per la donna può essere difficile capire a quale medico rivolgersi. Incontinenza urinaria e fecale, stitichezza o emorroidi non devono essere un tabù per la donna, perché possono essere invece sintomi di patologie del pavimento pelvico per le quali oggi esistono centri specializzati e trattamenti risolutivi. Il Centro del Pavimento Pelvico di Humanitas San Pio X ha un approccio multidisciplinare ai disordini funzionali degli organi del complesso pelvico colo-retto-anale, genitale e urinario; significa che qualunque sia lo specialista che prende in carico la donna, la valutazione sarà sempre a 360 gradi.

Tanti disturbi, un percorso multidisciplinare

«Incontinenza urinaria e fecale, che può iniziare con piccole ma imbarazzanti perdite, prolassi di vescica, utero, e retto in varia combinazione, dolore pelvico, stipsi sono sintomi di un’alterazione del tono dei muscoli del pavimento pelvico che può interessare prevalentemente le donne specie subito dopo la gravidanza o più tardi, dopo i 60 anni di età – spiega iil professor Jacques Megevand, responsabile del Centro del Pavimento Pelvico -. I disturbi del pavimento pelvico richiedono un inquadramento clinico-diagnostico con specialisti ed esami specifici che variano sulla base del sintomo e delle cause. Ad esempio, in caso di stipsi cronica o incontinenza fecale lo specialista di riferimento sarà il chirurgo del colon-retto, in caso di incontinenza urinaria l’uroginecologo; tuttavia, più frequentemente la donna presenta più disturbi al pavimento pelvico insieme (ad esempio stitichezza e incontinenza urinaria o fecale) che richiedono la valutazione di specialisti diversi. L’approccio multidisciplinare quindi include la visita da parte di almeno quattro specialisti insieme di diverse branche mediche (ad esempio, ginecologia, urologia, chirurgia colo-rettale e neurologia) ed esami clinico-strumentali che hanno l’obiettivo di individuare la presenza di prolassi anche multicomportamentali, o della funzione urinaria o evacuativa come la stitichezza, o alterazioni della continenza. L’approfondimento diagnostico, specie per i problemi associati all’evacuazione (stipsi cronica) – conclude l’esperto – richiede esami specifici che vengono effettuati solo in centri specializzati nel trattamento dei disturbi del pavimento pelvico».

Responsabile di Chirurgia Generale
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