Perdite di sangue anomale in menopausa o in età fertile al di fuori del ciclo mestruale possono creare ansia e timori nella donna. Nella maggior parte dei casi le cause possono essere benigne, ma sanguinamenti uterini anomali non devono mai essere sottovalutati. La visita ginecologica e l’ecografia ginecologica aiutano a capire le cause, ma l’isteroscopia, in alcuni casi, permette sia il trattamento e la cura di piccole lesioni, sia la diagnosi di tumori maligni. Per saperne di più sull’isteroscopia ci siamo rivolti al dottor Alessandro Bulfoni, responsabile di ostetricia e ginecologia di Humanitas San Pio X

«L’isteroscopia è una tecnica mini-invasiva endoscopica che può essere utilizzata sia per la diagnosi (isteroscopia diagnostica), sia per la cura  (isteroscopia operativa) di diverse patologie ginecologiche – spiega il dottor Bulfoni -. Grazie a uno strumento sottile chiamato isteroscopio (2-5 millimetri) collegato a una telecamera, introdotto in utero attraverso la vagina senza usare strumenti traumatici, il ginecologo può “vedere” l’interno della cavità uterina con precisione, e in alcuni casi anche intervenire per risolvere alcune patologie». 

Isteroscopia diagnostica: quando è utile?

L’isteroscopia diagnostica è l’esame più utile nel caso di sanguinamenti uterini anomali, e per evidenziare malformazioni uterine come setti, polipi, fibromi, iperplasie o in alcuni casi, anche diagnosticare o escludere la presenza di tumori maligni. In genere indolore, l’esame richiede la dilatazione del canale cervicale e della cavità uterina effettuata con l’infusione di una piccola quantità di acqua sterile dalla vagina».

Isteroscopia operativa

«L’isteroscopia operativa, in alcuni casi può essere effettuata in ambulatorio o in sala operatoria in regime di day hospital o con un breve ricovero in ospedale – prosegue l’esperto -. Utilizza lo stesso isteroscopio e procedura simile a quella usata per l’isteroscopia diagnostica ma con la finalità di eseguire piccoli interventi per l’asportazione di polipi e piccoli fibromi, specie se peduncolati, e la correzione di lievi malformazioni uterine, oltre che per prelevare campioni di tessuto per l’esame istologico in caso di lesioni sospette. L’isteroscopia operativa prevede la somministrazione di anestesia locale o anestesia in sedazione, e una preparazione che include esami del sangue ed elettrocardiogramma, e digiuno dalla sera prima. In genere non è una procedura dolorosa, ma nei giorni successivi si possono manifestare dolore ad addome, schiena e spalla specie se la dilatazione della cavità uterina avviene con insufflazione di anidride carbonica, in alcuni casi lieve difficoltà a concentrarsi come conseguenza dell’anestesia che si risolve spontaneamente in breve tempo, e perdite vaginali che non devono destare preoccupazione. Pur trattandosi di una procedura mininvasiva, dopo l’isteroscopia operativa è necessaria una breve convalescenza a casa, evitando i rapporti sessuali per 2-3 giorni o comunque finchè terminano le perdite vaginali dopo la procedura»