Irregolarità del ciclo mestruale, cicli molto lunghi o molto ravvicinati, amenorrea e disfunzioni ovulatorie, irsutismo: sono questi i sintomi che possono far sospettare la presenza della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Comune a molte donne, anche se con diverse manifestazioni in ognuna, la sindrome dell’ovaio policistico è una patologia che può avere gravi ripercussioni sulla vita della paziente, sia dal punto di vista psicologico che riproduttivo. Per trattare la sindrome dell’ovaio policistico, oltre alle terapie come l’assunzione della pillola estro-progestinica (anticoncezionale) per le donne affette da iperandrogenismo e l’induzione dell’ovulazione nelle donne che desiderano avere una gravidanza, molto importante è anche il controllo e la modifica di eventuali stili di vita scorretti che aggravano le conseguenze della PCOS. Ne abbiamo parlato la dottoressa Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas San Pio X e con e alla professoressa Nicoletta Di Simone, responsabile del Centro multidisciplinare di Patologia della Gravidanza di Humanitas San Pio X.

Alimentazione e stile di vita sano per recuperare il benessere

«In generale, adottare uno stile di vita sano ed equilibrato è utile per alleviare i sintomi della PCOS. Questo – spiega la ginecologa – significa svolgere quotidianamente attività fisica, preferibilmente aerobica, a bassa intensità e lunga durata (come la corsa, la camminata, il nuoto), non fumare e limitare il consumo di alcolici. Anche mantenere il peso sotto controllo e allontanare il rischio di obesità e sovrappeso può aiutare a ripristinare il ciclo mestruale con più facilità, migliorare la risposta all’induzione dell’ovulazione e al trattamento della fertilità, oltre che  ridurre fattori di rischio cardiometabolici. Per quanto riguarda l’alimentazione, oltre ad essere sana, equilibrata e regolare, per aiutare contro i sintomi della PCOS dovrebbe essere mirata al miglioramento dell’insulino-resistenza, che è stata riconosciuta come un fattore chiave per l’insorgenza della sindrome dell’ovaio policistico». 

Dieta e ovaio policistico: cosa mangiare e cosa evitare?

«La dieta dovrebbe includere carboidrati complessi, in particolare provenienti da cereali integrali, e molte fibre, provenienti da verdura e frutta di stagione, evitando quella troppo zuccherata, disidratata o sciroppata – sottolinea la biologa nutrizionista -. Altre sostanze che non possono mancare sono gli acidi grassi Omega-3, che si trovano in alcuni tipi di frutta a guscio (noci, semi di lino) e in alcune specie di pesce (acciughe, sardine, salmone, sgombro, trota, tonno, storione). Per quanto riguarda i sali minerali, particolarmente utili in caso di sindrome dell’ovaio policistico sono lo zinco, il magnesio e il selenio, mentre per le vitamine bisognerebbe assumere quelle del gruppo B, in particolare la B12 e i folati, e la vitamina D. Da evitare, invece, dovrebbero essere gli alimenti ad elevato contenuto di zuccheri, bevande gassate, formaggi, carni grasse, burro, insaccati, caffè e elevate quantità di sale. In ogni caso, anche mantenere una corretta idratazione bevendo circa due litri di acqua al giorno è fondamentale»

Humanitas per lei di Humanitas San Pio X si prende cura della salute delle donne con particolare attenzione alla prevenzionediagnosi e cura delle principali patologie femminili, attraverso visite specialistiche ed esami specifici di primo e secondo livello.