É stato un anno difficile, complice la pandemia COVID-19 in corso che ha contribuito ad aumentare i livelli di stress già alti. Nelle donne, lo stress si manifesta in diversi modi, anche con sbalzi ormonali che possono rendere irregolare il ciclo mestruale. Lo stress infatti può provocare un “terremoto ormonale” che, insieme all’avanzare dell’età può sopraffare la donna dal punto di vista psico-fisico. Rivolgersi allo specialista per la visita ginecologica alle prime avvisaglie di alterazioni del ciclo mestruale può aiutare la donna a ritrovare benessere ed equilibrio in breve tempo, nonostante lo stress. Ne parliamo con dottor Alessandro Bulfoni, responsabile di ostetricia e ginecologia di Humanitas San Pio X

Stress e ciclo mestruale: il ruolo degli ormoni

«L’equilibrio ormonale e di conseguenza la regolarità del ciclo mestruale è un indicatore della salute generale della donna – spiega il dottor Bulfoni, -. In situazioni di stress, l’organismo aumenta la produzione di ormoni quali adrenalina e cortisolo: si tratta di ormoni che nel breve periodo aiutano a gestire lo stress, ma quando lo stress si protrae nel tempo, l’aumentato livello di questi ormoni nel sangue inizia a provocare alterazioni a livello dell’ipotalamo e a cascata a ipofisi, ovaie e utero che iniziano a lavorare in modo irregolare. In assenza di fattori quali fibromi o polipi uterini, o patologie a carico delle ovaie, la regolarità del ciclo mestruale si altera, e la donna può riconoscere cambiamenti delle mestruazioni in termini di flusso più o meno abbondante, ad esempio».

In che modo lo stress influenza il ciclo?

«Il cortisolo è l’ormone dello stress prodotto dal surrene che agendo sull’ipotalamo, la ghiandola nel cervello che regola molte funzioni tra cui quelle dell’ovaio – continua l’esperto -. Aumentati livelli di cortisolo nel sangue possono arrivare a bloccare l’ovulazione, ridurre la produzione di progesterone che regola il ritmo e le caratteristiche della mestruazione. Pertanto, la donna può notare:

  • cicli ravvicinati, anche due volte al mese senza ovulazione
  • perdite scure premestruali (“spotting”) dovute a una ridotta produzione di progesterone
  • flusso ridotto (oligomenorrea) con sangue di colore scuro dovuto alla sua lenta fuoriuscita dall’utero che consente l’ossidazione dell’emoglobina 

Infine, tra i 40 e 45 anni, un’alterazione del ciclo mestruale potrebbe essere anche il campanello di un esaurimento della funzione dell’ovaio che porta alla premenopausa». 

Sane abitudini contro lo stress aiutano anche la regolarità del ciclo

Le alterazioni del flusso mestruale si possono curare rivolgendosi a un ginecologo il quale, sulla base dei sintomi, può valutare con la donna l’uso della pillola o cerotto o anello contraccettivo per mettere a riposo l’ovaio, oppure fornire un progestinico per ridurre l’abbondanza del flusso ematico. Ripristinare un ciclo mestruale armonico, specie per la donna che non è in periodo premenopausale, significa recuperare benessere e salute. Oltre alla terapia prescritta dal ginecologo può aiutare a ridurre lo stress e mantenere un ciclo mestruale regolare:

  • mantenere il controllo del peso corporeo, evitando il sovrappeso o l’eccessiva magrezza
  • seguire un’alimentazione sana, varia ed equilibrata ricca di ferro (dai legumi e/o dalla carne), di acidi grassi essenziali (pesce, frutta secca, olio d’oliva), magnesio (frutta e verdure fresche)
  • dormire almeno 8 ore per notte
  • praticare attività fisica (almeno mezz’ora al giorno), per scaricare lo stress in modo naturale e ridurre anche il dolore mestruale.