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Festività ed eccessi a tavola, attenzione ai disturbi intestinali

Il cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari si ripercuote spesso sull’attività intestinale; è quello che accade per esempio durante un viaggio o che può succedere durante i periodi di festa, quando cambia il modo di mangiare e magari si eccede con le quantità.

Stipsi (la cosiddetta stitichezza) e diarrea sono due dei disturbi più comuni, che indicano un malfunzionamento del nostro intestino.

Ne abbiamo parlato con il dottor Leonardo Lenisa, chirurgo generale e specialista del Centro del pavimento pelvico in Humanitas San Pio X.

L’importanza della prevenzione

“Il periodo delle feste potrebbe rivelarsi critico per la regolarità intestinale, soprattutto laddove si esageri e non si presti sufficiente attenzione a ciò che si mangia e a quanto. Se da una parte fa piacere concedersi qualche sfizio in più, dall’altra occorre non dimenticare le sane regole alimentari quotidiane e prevenire così eventuali disturbi a carico del nostro intestino.

È bene dunque privilegiare verdura e frutta, alimenti importantissimi che con l’inverno tendono a essere consumati meno, bere con regolarità e fare costante movimento”, ricorda lo specialista.

Gli alimenti cui prestare attenzione

“Particolare attenzione deve essere posta al consumo di alcolici: il vino, per esempio, modifica il flusso intestinale in particolare in coloro che soffrono di colon irritabile e aumenta la sintomatologia nei soggetti con disturbi anorettali, come ragadi ed emorroidi.

È bene non esagerare poi con la frutta secca, può favorire la stipsi e i disturbi conseguenti, quali il bruciore anale ed il sanguinamento Nei soggetti predisposti. Da limitare anche il consumo di salse, sughi, intingoli e fritti: preparazioni elaborate che espongono al rischio di alterata motilità intestinale, con conseguente diarrea.

In caso di stipsi o diarrea da eccesso alimentare, è ammessa l’automedicazione se il sintomo è transitorio; se il disturbo persiste è meglio consultare lo specialista”, conclude il dottor Lenisa.

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