Disturbi ginecologici, infertilità e in gravidanza anche patologie ostetriche possono essere spesso riconducibili a diverse cause, tra cui anche disfunzioni del sistema immunitario, stati di infiammazione intestinale cronica (disbiosi), celiachia e sensibilità al glutine, asma. In caso di sospetto di allergie o intolleranze alimentari, oppure in caso di asma, prima della gravidanza e/o nei primi mesi della gravidanza stessa è importante per la donna rivolgersi a uno specialista per valutare e diagnosticare con esami specifici, un’eventuale presenza di allergie, intolleranze alimentari e per tenere sotto controllo i sintomi dell’asma in gravidanza. Ne parliamo con la dottoressa Alessandra Piona, responsabile dell’Ambulatorio di Allergologia, Intolleranze alimentari e Asma in gravidanza presso il Centro Multidisciplinare di Patologia Ostetrica di Humanitas San Pio X.

Gravidanza a rischio: tra le cause anche allergie e intolleranze alimentari non diagnosticate e asma non controllato

«Nelle donne che in gravidanza hanno o hanno avuto una patologia ostetrica è importante valutare, tra le possibili cause, anche la presenza di allergie, intolleranze alimentari, celiachia e sensibilità al glutine con esami e test specifici, se non già diagnosticate – spiega la dottoressa Piona -. Esiste infatti una forma di celiachia dell’età adulta che è più frequente tra le donne e, se non trattata, aumenta il rischio di disturbi in gravidanza che possono portare a poliabortività, ritardo di crescita intrauterino, nascita prematura (patologie ostetriche o della gravidanza). Inoltre, le donne con celiachia non diagnosticata, e che quindi non non seguono ancora una dieta senza glutine, sono più esposte ad anemia sideropenica (da carenza di ferro) e a carenza di acido folico. Infine va ricordato alle donne che soffrono di asma che in gravidanza è fondamentale un adeguato controllo della malattia asmatica per ridurre i rischi ostetrici e neonatali associati all’asma non compensato, ovvero parto cesareo, prematurità, preeclampsia, ritardo di crescita uterina, mortalità materna.

Se quindi la donna ha avuto disturbi ginecologici prima della gravidanza, oppure ha avuto precedenti gravidanza a rischio per patologia ostetrica, è raccomandato effettuare test allergologici e di sensibilità per valutare allergia e intolleranza al grano, al lattosio, celiachia». 

L’importanza del microbioma e del benessere intestinale materno in gravidanza

«In condizioni di benessere, l’intestino si trova in uno stato di equilibrio (eubiosi) del microbioma (la flora intestinale) – prosegue la dottoressa Piona -. Quando per motivi diversi tra cui anche allergie e intolleranze alimentari specie al glutine e al lattosio, spesso non diagnosticate, l’equilibrio si altera, si viene a creare uno stato di cosiddetta disbiosi, ovvero una infiammazione intestinale cronica. Più tardi avviene la diagnosi, peggiore potrebbe essere lo stato di infiammazione intestinale e creare anche sintomi sistemici, ovvero generali. Infatti, l’infiammazione contribuisce ad alterare la permeabilità della mucosa intestinale che favorisce il passaggio di macromolecole che vanno a stimolare il sistema immunitario. In presenza di un’aumentata attività del sistema immunitario, in gravidanza possono manifestarsi problemi ostetrici, al feto e al momento del parto.

Inoltre, va ricordato che il microbioma materno ha una grande importanza anche per il feto. Infatti, ci sono evidenze che indicano come l’assunzione di probiotici nel 3° trimestre di gravidanza riducano la frequenza di eczema e asma nel neonato, e durante l’allattamento favorisca la protezione del bambino da infezioni, numerose malattie tra cui anche le malattie allergiche».