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Ipertiroidismo e ipotiroidismo: attenzione allo iodio nella dieta

In occasione della 6° Giornata nazionale della salute della donna, dal 19 al 23 aprile 2021, in Humanitas San Pio X, torna SpecialmenteDonna, l’iniziativa dedicata alla salute delle donne di tutte le età.

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Ipertiroidismo e ipotiroidismo sono patologie della tiroide tipicamente femminili, in cui la ghiandola produce rispettivamente una quantità eccessiva e insufficiente di ormoni tiroidei. Le disfunzioni tiroidee comportano vari disturbi e influenzano negativamente la qualità della vita della donna. Accanto a trattamenti medici o chirurgici, stabiliti sulla base delle cause, dei sintomi e dell’età della paziente, è importante prestare attenzione anche all’alimentazione. Ne parliamo con la dottoressa Nazarena Betella, endocrinologa e diabetologa di Humanitas San Pio X.

Iodio: quando è troppo poco ….

Quando si parla di patologie tiroidee, bisogna prestare attenzione anche all’alimentazione. La carenza di iodio è la principale causa di ipotiroidismo nel mondo. La tiroide ha bisogno di iodio per formare gli ormoni tiroidei, le cui principali fonti in natura sono cibi che consumiamo quotidianamente: sale marino, uova, cereali e latte vaccino. Importanti quantità di iodio si trovano anche in crostacei, pesce di mare e molluschi. Tuttavia, lo iodio introdotto con l’alimentazione potrebbe non essere sufficiente: in tal caso è raccomandato un aumento del consumo di sale iodato, ovvero arricchito con iodio, per compensarne la carenza.

…e quando va ridotto

Nell’ipertiroidismo, invece, è importante prestare attenzione agli alimenti ricchi di iodio, limitando in particolare il consumo di sale iodato, alghe e crostacei, ed evitando, laddove possibile, l’assunzione di farmaci e integratori che contengono iodio. Infine, dal momento che l’ipertiroidismo può indebolire la struttura ossea, provocando osteopenia e nel lungo corso osteoporosi, è consigliabile monitorare possibili carenze di calcio e vitamina D, aumentando il consumo di alimenti come latte e latticini (ricchi di calcio), pesce azzurro e salmone (ricchi di vitamina D). Inoltre, per stimolare la produzione di vitamina D da parte dell’organismo stesso e fare così in modo che il calcio si fissi nelle ossa, è importante esporsi al sole. Tuttavia, in caso queste misure non bastassero e venissero rilevate delle carenze, può essere prescritta dallo specialista una supplementazione con integratori di vitamina D e calcio.

 

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