Il primo movimento del feto è un momento indimenticabile per ogni mamma. Il passaggio dalla consapevolezza di avere un’altra vita che cresce dentro al proprio corpo al “sentirla” effettivamente presente dentro di sé crea un legame nuovo, ancora più profondo, con il futuro bambino. «Oltre a fortificare il legame tra mamma e figlio – spiega il dottor Alessandro Bulfoni, Responsabile dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X – i movimenti fetali sono molto importanti perché segnalano che il nascituro cresce in buona salute con il passare delle settimane. È per questo che, dopo aver avvertito i primi movimenti, molte mamme tendono a monitorare in maniera estremamente attenta anche il più piccolo spostamento del feto  Tuttavia, va controllata non solo la quantità, ma anche l’evoluzione delle abitudini di movimento, per essere sempre sicure che la crescita del proprio bambino stia avvenendo nel modo giusto e senza complicazioni». 

Ad ogni fase un piccolo cambiamento

«Ogni fase della gravidanza è diversa, non solo nel tipo di movimenti compiuti dal feto, ma anche dal grado di percezione che ha la mamma – continua lo specialista -. Questo perché ogni bambino è diverso, per cui non si potrebbe stabilire un numero standard di movimenti che devono essere eseguiti, sia perché con il passare delle settimane la riduzione del liquido amniotico può abbassare la percezione del numero di movimenti percepiti da parte della mamma. In genere, le abitudini di movimento del feto seguono questa evoluzione:

16a – 17a settimana: cominciano a  manifestarsi i primi fremiti, anche se non sono ancora facilmente riconoscibili e molte mamme li confondono con dei movimenti intestinali, descrivendoli come la sensazione di avere “delle bollicine” nella pancia. 

18a – 20a settimana: iniziano i veri e propri movimenti, ormai perfettamente riconoscibili. Nell’utero, il feto inizia ad allungarsi, girasi, “giocare” con il cordone ombelicale. La maggior parte di questi spostamenti non viene percepita dalla mamma, ma sono perfettamente osservabili tramite ecografia. 

26a – 30a settimana: la riduzione del liquido amniotico fa sì che i movimenti fetali siano meno evidenti, anche se si può notare un cambiamento esteriore dell’aspetto della pancia. A questo stadio della gravidanza, la maggior parte dei bambini è ancora a testa in su (presentazione podalica).

30a – 35a settimana: i movimenti sono più intensi, ma più lenti. Questo cambiamento non deve spaventare la mamma, in quanto è dovuto alla normale riduzione dello spazio nella cavità uterina. Questo è anche il momento in cui i bambini assumono la presentazione cefalica, cioè a testa in giù, per essere pronti al parto. Dopo la 36a settimana, a causa della mancanza di spazio nell’utero, è difficile che il bambino cambi posizione. Tuttavia, solo una piccola percentuale di feti arriva al momento della nascita ancora in posizione podalica (a testa in su), che richiede generalmente il ricorso al taglio cesareo. 

35a – 40a settimana: i movimenti sono ancora ben percepibili, anche se la progressiva mancanza di spazio li fa cambiare gradualmente»

Controllo dei movimenti fetali: perché non va rimandato

«Non appena si avverte una riduzione dei movimenti fetali, non bisogna aspettare o rimandare il controllo con lo specialista, in quanto potrebbe essere troppo tardi per risolvere un eventuale problema e salvare il bambino – conclude il dottor Bulfoni -. Un’attenzione particolare va posta alle ultime settimane della gravidanza, in quanto in alcuni casi, le anomalie nelle abitudini di movimento del feto potrebbero essere dovute all’esordio di alcune patologie del II trimestre. In generale, nell’arco delle 12 ore il feto dovrebbe compiere almeno 10 movimenti (ogni calcetto o altro è considerato un movimento). Se così non fosse, è opportuno sottoporsi a un controllo  con un’ecografia ostetrica e/o un NST (non stress test – monitoraggio cardiotocografico). Se invece non si avvertono movimenti per qualche ora si può provare a stimolare il bambino toccando la pancia, cambiando posizione, mangiando o bevendo qualcosa di dolce. Nel caso in cui la situazione non cambiasse, o se per un’intera giornata non si dovessero avvertire movimenti, non bisogna attardarsi nel consultare il ginecologo o recarsi in pronto soccorso. Nella maggior parte dei casi si verrà sottoposti a tracciato per verificare le condizioni di salute del nascituro».
Lo specialista riceve anche presso il centro Humanitas Medical Care di via Murat 13, a 450 metri dall’Ospedale. La struttura dispone di un ampio parcheggio nelle vicinanze a disposizione del paziente.