Di sport, lesioni e usura della cartilagine del ginocchio e di come vengono gestiti questi problemi negli atleti professionisti (e non solo) parlerà al Festival dello Sport a Trento dal 7 al 10 ottobre, il dottor Federico D’Amario, responsabile del Centro di Chirurgia Ortopedica Robotica di Humanitas San Pio X, con Giorgio Rocca, leggenda dello sci ed Enrico Castellacci, medico della Nazionale Italiana di Calcio.

Lo sport può danneggiare il ginocchio? Sì, ma a particolari condizioni

«Il ginocchio è l’articolazione che più di ogni altra nell’organismo è sottoposta, specie in alcuni sport, a sollecitazioni estreme e continue – spiega il dottor D’Amario -. Basti pensare ai continui cambi di direzione nel calcio e nello sci che possono causare lesioni del legamento crociato anteriore (LCA) e distorsioni di ginocchio, oppure ai ripetuti balzi nella corsa che con l’aumentare dei chilometri, aumenta anche il sovraccarico sui menischi. Per non parlare degli sport da contatto come il rugby ma anche il basket con i continui salti e scatti, il calcio e calcetto, e i rischi di fratture ossee, rottura di menisco, lesioni dei legamenti e della cartilagine. Tutto questo, insieme all’età che avanza per tutti, anche per gli sportivi professionisti, può portare nel tempo a innescare un processo degenerativo progressivo della cartilagine articolare del ginocchio chiamato artrosi o gonartrosi. In particolari condizioni, negli sportivi l’usura della cartilagine può avvenire in età ancora giovane (circa 40 anni), molto prima della popolazione generale (circa 65 anni) proprio a causa del sovraccarico e overuse del ginocchio».

Artrosi: terapie e intelligenza artificiale per tornare a fare sport

«Con il progredire spesso lento e progressivo dell’artrosi, anche dovuta a traumi sportivi a menischi e legamenti, può comparire nel tempo dolore anche a riposo, i movimenti diventano più limitati, fino a dover dire stop allo sport e in alcuni casi anche alla carriera sportiva – prosegue l’esperto -. Se nelle fasi iniziali dell’artrosi si possono utilizzare terapie conservative e rigenerative per rallentare la progressione della malattia degenerativa, quando il dolore artrosico diventa invalidante non ci sono alternative alla chirurgia protesica. Tuttavia, proprio per gli sportivi che vogliono tornare a praticare il proprio sport, l’intelligenza artificiale supporta il chirurgo con uno speciale robot nell’esecuzione di interventi di protesi totale di ginocchio estremamente precisi. La precisione millimetrica di impianto della protesi di ginocchio favorisce sia un più rapido recupero post operatorio, sia riduce al minimo i rischi operatori, aumentando la soddisfazione del paziente che recupera un movimento naturale della gamba e avrà la sensazione di avere il proprio ginocchio e non una protesi. Questo, insieme a una più efficace riabilitazione post operatoria, contribuisce a rendere, ad oggi, l’intervento di protesi di ginocchio con sistema robotico il più indicato proprio per i pazienti più giovani e attivi».