I runner non si sono mai fermati durante la pandemia, ma non ci sono solo maratoneti e runner che corrono in questo periodo. Per chi è rimasto un po’ più a sedere o ha deciso che questo è l’anno giusto per iniziare a correre, è bene sapere che la corsa non è un’attività fisica a zero impatto sulle articolazioni. 

Ne ha parlato il dottor Federico D’Amario, responsabile di protesica di anca e di ginocchio di Humanitas San Pio X nel nuovo podcast SpORT, l’appuntamento con gli esperti della prevenzione ortopedica di Humanitas San Pio X per tornare a praticare sport in sicurezza. 

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Prima di tutto la preparazione progressiva alla corsa

«La corsa fa bene solo se la muscolatura è pronta, solo se il fisico è preparato – sottolinea il dottor D’Amario -. La corsa non è un’attività sportiva da iniziare per rimettersi in forma dopo un periodo di sedentarietà o dopo i bagordi di una cena. Meglio iniziare con un’attività a basso impatto, come una camminata veloce. Infatti, senza preparazione muscolare, l’alto impatto della corsa sulle articolazioni può provocare infiammazione dei menischi e della rotula, che si manifesta con un dolore anteriore del ginocchio. Se si avverte dolore al ginocchio dopo la corsa, meglio fermarsi, camminare, passare del tempo per preparare la muscolatura con esercizi dedicati e poi, in un secondo momento, ricominciare con la corsa. Soprattutto a chi decide di correre per tornare in forma, consiglio di seguire un percorso progressivo: iniziare a correre prima 5 minuti, poi 10’ e poi 15’ alternando momenti di corsa a momenti di camminata veloce».

Su quali terreni è meglio ricominciare a correre?

«Chi pratica il running lo sa: le ginocchia e i piedi non amano la corsa sulla sabbia asciutta, specie se la muscolatura non è adeguatamente preparata – prosegue l’esperto -. Per riprendere la corsa dopo un periodo di sedentarietà, meglio scegliere un terreno tipo ghiaia o terriccio, oppure un terreno tecnico di mateco e sempre con la giusta calzatura, non troppo tortuoso e senza troppe salite e discese, sampietrini o terreni duri come l’asfalto, per evitare l’alto impatto su anca, ginocchio e caviglia. Pertanto, bene iniziare a correre in un parco, e se proprio non si vuole rinunciare alla corsa in spiaggia, meglio farlo sul bagnasciuga dove è più dura e certamente non a piedi nudi».

Dolore dopo la corsa: quando rivolgersi all’ortopedico?

«Innanzitutto valutare quanto è il dolore al ginocchio – spiega il dottor D’Amario -. Per un’autovalutazione del dolore è sufficiente chiedersi su una scala da 1 a 5 quanto è il dolore percepito: se la risposta è da 1 a 3 si può iniziare con ghiaccio per 10 minuti seguito da 20 minuti senza ghiaccio sulla parte dolente, eventualmente prendere un antinfiammatorio o un antidolorifico tipo paracetamolo, e poi fondamentale il riposo articolare. Se il dolore dopo la corsa è accompagnato da bruciore e gonfiore del ginocchio, consiglio di sospendere l’attività fisica e richiedere una visita ortopedica al ginocchio per valutare se sono presenti versamenti all’interno dell’articolazione, eseguire indagini diagnostiche (ecografia, radiografia) per valutare la rotula. Infatti, non sono rare patologia della rotula soprattutto nelle donne che praticano la corsa e che hanno un valgismo fisiologico (le ginocchia che si toccano), rotule displasiche, o che hanno le gambe molto lunghe e quindi il bacino alto. La rotula infatti è molto sensibile ai traumi della corsa che, se praticata in modo scorretto e senza preparazione, può rovinare la superficie tra rotula e femore e sviluppare una patologia chiamata condromalacia rotulea. Nulla di grave, nella fase iniziale, ma se non trattata proprio all’esordio con infiltrazioni di acido ialuronico, ad esempio, e rinforzo muscolare, potrebbe progredire, nel tempo, in artrosi».