Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nel genere femminile, e ogni anno in Italia colpisce circa 53.000 donne. L’incidenza aumenta leggermente ogni anno (+0,9%), arrivando a coinvolgere 1 donna su 8 . Tuttavia, grazie ai progressi nelle cure e alla forte consapevolezza dell’importanza della prevenzione, la mortalità per tumore al seno è in diminuzione (-2,2% all’anno), con una sopravvivenza a 5 anni dell’80%.

I fattori di rischio di Tumore al seno

«I fattori di rischio legati al tumore al seno sono vari, ma non tutti hanno lo stesso tipo di impatto sull’aumento di probabilità di sviluppare la neoplasia – chiarisce la dott.ssa Maria Antonietta Nosenzo, senologa di Humanitas San Pio X. Il rischio è significativo in caso di:

  • Storia personale: aver già avuto un tumore al seno aumenta di 3-4 volte la possibilità di sviluppare un altro tumore (non una recidiva) allo stesso seno o all’altro. 
  • Storia familiare diretta: il rischio raddoppia se madre o sorella ne hanno sofferto, triplica se due parenti diretti l’hanno avuto. Anche il caso di un parente maschio è rilevante per l’incidenza.
  • Genetica: circa il 5-10% dei casi di tumore al seno sarebbero ereditari.
  • Lesioni mammarie precancerose: alcune alterazioni mammarie inizialmente non patologiche possono evolvere in tumore o comunque contribuire ad aumentarne il rischio, in alcuni casi, di 4-5 volte.

Il rischio può essere moderato in caso di:

  • Età: il rischio correlato all’età è considerato lieve in assenza di altri fattori di rischio. Tuttavia, aumenta a partire dai 45-50 anni (1 su 68 donne), poi tra 50-60 anni (1 su 42), tra 60-70 anni (1 su 28), dopo i 70 anni (1 su 26)».
  • Terapia ormonale sostitutiva (TOS): l’assunzione prolungata di estrogeni e progesterone aumenta il rischio di tumore al seno. Il rischio sembra tornare nella media della popolazione generale dopo la sospensione per 5 o più anni.
  • Familiarità per carcinoma ovarico, pancreas o melanoma: esiste una correlazione genetica tra questi tumori e quello della mammella, per cui più di un caso in famiglia può sottendere un rischio di predisposizione genetica e aumentare il rischio di tumore mammario.
  • Esposizione eccessiva a radiazioni: aumenta per le donne sottoposte a radioterapia mediastinica per linfomi trattati prima dei 30 anni.
  • Ereditarietà geografica: in generale, le donne caucasiche sono lievemente più a rischio rispetto alle donne afro-americane, asiatiche, ispaniche e native americane. Le donne afro-americane, però, prima dei 40 anni hanno lo stesso rischio delle donne caucasiche.

Vanno menzionati anche i fattori di rischio generali, associati più o meno direttamente allo sviluppo dei tumori, in particolare il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcol e l’obesità.

Prevenzione

«La prevenzione è fondamentale perché non solo permette di effettuare una diagnosi precoce e quindi un intervento tempestivo per curare il tumore, ma aumenta anche le possibilità di curarlo in modo definitivo dato che si interverrebbe quando le dimensioni sono ancora ridotte – spiega la dott.ssa Sara Galli, senologa esperta in diagnostica di Humanitas San Pio X. Per ridurre il rischio di tumore al seno, oltre ad agire sui fattori modificabili come lo stile di vita, molto importanti sono i controlli periodici (screening) e l’autopalpazione.

    • autopalpazione: è un esame che ogni donna può svolgere in maniera autonoma a casa. Consiste nell’osservazione e nella palpazione della mammella per verificare che non ci siano stati cambiamenti nella forma del seno e del capezzolo ed eventualmente rilevare la presenza di noduli sospetti. 
    • La palpazione della mammella va fatta regolarmente, ogni 2-3 mesi, ed il periodo migliore è quello subito al termine del ciclo mestruale, perchè la ghiandola non è influenzata dall’assetto ormonale (le donne in menopausa possono eseguirlo evidentemente in qualunque periodo, non essendo più soggette all’andamento ormonale) Pur rappresentando la prima forma di prevenzione del tumore al seno, l’autopalpazione da sola non è sufficiente, in quanto va accompagnata dai controlli periodici ed esami specifici. 
    • controlli periodici: sotto i 40 anni è consigliabile un controllo ecografico annuale, a partire dai 30-35 anni, mentre la prima mammografia si fa a partire dai 40 anni, accompagnata o meno dall’ecografia, con cadenza annuale.
    • stile di vita: evitare il fumo di sigaretta, praticare attività fisica regolarmente e seguire un’alimentazione sana ed equilibrata»