La riduzione del desiderio sessuale femminile (libido) è comune durante la menopausa, spesso associata a modificazioni dei tessuti genitali e a sintomi sessuali e non sessuali che possono influenzare in modo significativo il benessere psicologico, relazionale e la qualità di vita della persona.
Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Elisa Sipio, ginecologa e sessuologa di Humanitas San Pio X.
Calo della libido in menopausa: le cause
Secondo le evidenze scientifiche, circa una donna su due riferisce una diminuzione del desiderio sessuale (40-55%) durante la transizione menopausale, periodo che dalla premenopausa arriva alla menopausa e può durare fino a 10 anni. Spesso il calo della libido si associa anche a scarsa lubrificazione (25-30%) e dispareunia, cioè dolore durante i rapporti (12-45%). Non tutte le donne, però, vivono la menopausa allo stesso modo: alcune non riferiscono cambiamenti nella sfera sessuale, altre possono persino notare un aumento della soddisfazione sessuale, a dimostrazione del fatto che la libido è influenzata da molteplici fattori.
Le cause
Il desiderio sessuale però non dipende solo dal calo degli estrogeni: a influenzare la libido femminile, infatti, concorrono anche gli androgeni, come il testosterone, oltre a fattori emotivi, di relazione o legati alla salute generale.
Da un lato, infatti, la riduzione del desiderio è causata da livelli più bassi di estrogeni in questa fase fisiologica della vita femminile che possono alterare direttamente la risposta sessuale e favorire alterazioni a livello vulvo-vaginale responsabili dei sintomi della sindrome genitourinaria della menopausa; dall’altro possono intervenire cambiamenti nell’umore, nel sonno, nell’energia, con stanchezza e aumentata sensibilità al dolore (mal di testa, dolori articolari e muscolari), che influenzano la motivazione e il desiderio di avere rapporti sessuali.
Con il termine sindrome genitourinaria della menopausa (GSM) si intende un quadro clinico che comprende secchezza, irritazione, ridotta elasticità dei tessuti vulvari e vaginali e sintomi urinari, come cistite, bruciore alla minzione e prurito. Si tratta di alterazioni anatomiche e funzionali date dal calo di ormoni circolanti, che si manifestano in particolare nella zona della vulva, della vagina e delle vie urinarie, alterazioni che possono rendere meno confortevoli i rapporti sessuali, con dolore (dispareunia) e una lubrificazione insufficiente. Come conseguenza, spesso, si assiste a un un ulteriore calo del desiderio e a un progressivo evitamento dell’intimità sessuale, con ripercussioni importanti sulla qualità di vita, sul rapporto con il partner e sull’immagine di sé.
Sindrome genitourinaria della menopausa: le terapie
Dal punto di vista medico, esistono diverse strategie per affrontare i sintomi della sindrome genitourinaria della menopausa che contribuiscono alla diminuzione del desiderio:
- prodotti idratanti e lubrificanti, associati a norme comportamentali corrette
- terapie locali con estrogeni o altri farmaci che aiutano a migliorare la lubrificazione e l’elasticità dei tessuti, riducendo così il dolore durante i rapporti
- terapie sistemiche e ormonali, da valutare caso per caso
- terapie fisiche, come laser CO2 o radiofrequenza, che sfruttano l’azione rigenerativa sui tessuti
- terapie di counseling e sessuologiche o di tipo psico comportamentale possono aiutare a ripristinare una soddisfacente intimità e affrontare le preoccupazioni legate ai cambiamenti corporei o alla paura del dolore.
Fondamentale è parlare apertamente con il proprio medico di eventuali disturbi genitourinari o di dolore durante i rapporti sessuali in menopausa, in modo da trovare il percorso di terapia più adatto per recuperare la sintonia con il proprio corpo e la propria sessualità.
Aggiornamento: febbraio 2026
Online: novembre 2021
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